
(ANSA) – MARINA DI CARRARA (MASSA CARRARA), 20 APR – La
polizia ha sottoposto a fermo come indiziati delitto di due
scafisti dopo lo sbarco di 55 migranti ieri dalla nave ‘Life
support’ di Emergency a Marina di Carrara. La squadra mobile
della questura di Massa Carrara ha scoperto un sistema di
geolocalizzazione satellitare, apparecchio verosimilmente
utilizzato da alcuni tra i migranti a bordo di un’imbarcazione
salpata clandestinamente dalla Libia per fare ingresso illegale
nelle acque territoriali italiane. Da qui l’indagine ha portato
a fermare due persone provenienti del sub Sahara, uno sarebbe il
conducente di un gommone di fortuna e il complice l’aiutante di
bordo.
I due presunti scafisti sono stati fermati dalla squadra mobile
di Massa per aver materialmente effettuato il trasporto di
esseri umani in acque internazionali, mettendo a forte rischio
l’incolumità personale di oltre 50 persone tra cui sette
minorenni, quattro dei quali bambini molto piccoli di età. I due
sono ora nel carcere di Massa a disposizione dell’autorità
giudiziaria.
Gli arresti sono scattati mercoledì sera. La squadra mobile
ha scoperto il Gps e ha ricostruito che era stato nascosto nella
nave della ong, estranea alle indagini. Anche attraverso
testimonianze, è stato ricostruito che l’apparecchio era nella
disponibilità dei due subsahariani. Lo avevano conservato,
nascondendolo anche alla ong, per poterlo riutilizzare in un
altro viaggio, una volta tornati in Africa per organizzare un
altro trasporto. Risulta pure che hanno buttato via il
telefonino utilizzato nelle operazioni di contatto davanti alla
Libia e alla Tunisia, ma non il Gps. Hanno insospettito i
poliziotti anche gli abiti odoranti di benzina dei due indagati,
di solito situazione tipica di chi armeggia a un motore, cosa
che sarebbe avvenuta durante il viaggio in mare prima di essere
raccolti da Life Support.
I due sono in attesa dell’udienza di convalida del fermo
davanti al gip di Massa. (ANSA).
Fonte Ansa.it