
(ANSA) – CORTONA (AREZZO), 01 GIU – Per la prima volta una
esposizione interamente dedicata alle tecniche di illuminazione
e ai rituali connessi nell’epoca etrusca. In mostra, grazie alla
collaborazione di docenti dei maggiori Atenei Italiani e di
studiosi di fama internazionale, gli oggetti che testimoniano le
tecniche di illuminazione naturale e gli strumenti di
illuminazione artificiale usati dagli Etruschi.
Dal celebre lampadario etrusco in bronzo già custodito nelle
sale del Museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona,
stupefacente e prezioso strumento di illuminazione artificiale
antica, all’eccezionale prestito dal Mann di Napoli: una statua
ritrovata a Pompei rappresentante un efebo, cui è dedicato uno
speciale allestimento nella sala dei Mappamondi. La statua in
bronzo è alta circa un metro e mezzo e rappresenta un
adolescente con un candelabro che svolgeva il ruolo di
accoglienza per gli ospiti illustri nelle dimore dell’antichità.
Una intera sezione è dedicata ai sistemi di illuminazione
collegati alla cultura nuragica, sviluppata nella Sardegna
preromana, ed una sezione, particolarmente ricca, è riservata ad
alcune delle più prestigiose realizzazioni rinvenute nella città
di Pompei – legata al mondo etrusco da antichi vincoli di
dipendenza – fra cui una splendida statua di efebo lampadoforo
rinvenuta integra in una ricca dimora di via dell’Abbondanza.
Uno spazio ampio e dettagliato è poi rivolto alla didattica, con
modelli tridimensionali ed effetti suggestivi inseriti in una ‘stanza immersiva’ con l’utilizzo della realtà aumentata e una
copia del lampadario etrusco interattivo. (ANSA).
Fonte Ansa.it