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Maltempo, attiva ricognizione danni a privati di febbraio-marzo

Dal 9 giugno è attiva la procedura
di ‘ricognizione dei danni’ per consentire ai cittadini toscani
colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici del febbraio e
marzo 2025 di segnalare i danni subiti e chiedere un contributo
economico. Per compilarla c’è tempo fino al 31 luglio.
    La procedura è aperta ai privati che hanno subito danni alla
propria abitazione principale o ai beni mobili (comprese auto e
moto) ed alle associazioni/soggetti senza scopo di lucro, non
titolari di partita Iva, con sede nei comuni colpiti. La domanda
deve essere compilata entro il 31 luglio 2025 esclusivamente
online, accedendo dal sito della Regione Toscana
(www.regione.toscana.it/protezionecivile) alla sezione “Emergenze maltempo”. Molti Comuni, si spiega anche, hanno
attivato sportelli di assistenza per la compilazione, in
particolare, in provincia di Firenze, a Pontassieve, Rufina,
Pelago, Scandicci, Sesto Fiorentino, Calenzano.
    “La ricognizione dei danni è il primo passo per poter
accedere, nei prossimi mesi, ai ristori economici previsti dalla
normativa statale e regionale – spiega il presidente della
Regione Toscana Eugenio Giani -. La ricognizione non dà subito
diritto al contributo, ma è condizione necessaria per ottenerlo
in seguito. Solo chi compila la domanda sarà inserito nel quadro
ufficiale dei danni e potrà ricevere i ristori economici
previsti, per questo è fondamentale farla tempestivamente,
iniziando subito a raccogliere la documentazione”.
    “Siamo vicini alle cittadine e ai cittadini che hanno subito
danni – dichiara l’assessora regionale alla protezione civile
Monia Monni – e stiamo lavorando perché nessuno resti indietro.
    La ricognizione dei danni è un passaggio tecnico ma cruciale,
perché serve a quantificare con precisione i bisogni e ad
attivare in modo corretto le misure di sostegno. Invitiamo tutti
a compilare la domanda con attenzione, anche con l’aiuto dei
Comuni, e a non aspettare l’ultimo momento”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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