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Maggio, opera a cielo aperto Pirri ‘sovrasta’ sala Mehta

(ANSA) – FIRENZE, 21 DIC – Un sito archeologico metafisico,
una cava di marmo in cui è scavata una trincea utile
all’estrazione del minerale: si presenta così al visitatore ‘Prospettive con orizzonti’ dell’artista Alfredo Pirri, l’opera,
a cielo aperto, di copertura della sala Zubin Mehta, il nuovo
auditorium del teatro del Maggio musicale fiorentino. L’opera,
sul tetto dell’auditorium, è stata realizzata su committenza del
Comune di Firenze, dalle imprese Sac (della famiglia Cerasi) e
Igit e progettata dallo studio Abdr Architetti Associati.
    Il progetto, è stato spiegato durante la presentazione, si
sviluppa su una superficie di circa 2.270 metri quadrati:
l’opera sarà visitabile gratuitamente dal pubblico, su
prenotazione, in tutte le domeniche dei mesi di gennaio e
febbraio (alle 11), a partire dall’8 gennaio. “Il significato
principale dell’opera – ha detto Pirri – è creare un dialogo con
la città su più fronti, sia su quello moderno che antico. È una
sfida alla città, nel senso di proporre un lavoro contemporaneo
dentro un momento di transizione della città stessa, transizione
che riguarda anche l’Italia. Per me è una soddisfazione, come
artista e come persona: per me Firenze è un punto di riferimento
importante”. Il soprintendente del Maggio Musicale Fiorentino
Alexander Pereira si è detto “molto felice che questo teatro,
pezzo per pezzo, si presenti sempre più concreto”, il sindaco
Nardella ha parlato di “progetto artistico straordinario, credo
unico del genere in Italia. L’opera di Pirri che sovrasta la
sala Zubin Mehta è un luogo vivibile dove si può transitare, che
gioca col panorama mozzafiato del centro storico di Firenze, con
la cupola del Brunelleschi. È un dialogo a distanza tra questo
nuovo quartiere della cultura e il centro storico. Mettiamo
insieme musica e arte in quello che sta diventando il quartiere
dell’arte e della cultura”. Per Emiliano Cerasi, titolare di
Sac, la donazione dell’opera è “un modo per lasciare un segno
alla città di Firenze, per lasciarle qualcosa”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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