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Liberazione, parenti in luoghi degli eroismi dei soldati Nisei

Negli 80 anni della
Liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca una serie di
iniziative nella base Usa di Camp Darby, tra Pisa e Livorno,
ricorderà gli eroismi e il sacrificio del 442/o Battaglione dei
Nisei, soldati americani di origine nipponica alla seconda
generazione che con coraggio combatterono e affrontarono
l’esercito tedesco e i reparti di Salò nella Liberazione
dell’Italia. Per non dimenticare le loro gesta, la base
accoglierà l’11 luglio i familiari dei reduci per una cerimonia
solenne alla memoria al valor militare. Inoltre verrà allestito
un accampamento con attrezzature, uniformi e veicoli storici
autentici della Seconda guerra mondiale a cura dell’associazione
Linea Gotica Lucchesia.
    I familiari verranno immersi nel passato potendo ammirare
oltre alle jeep Willys, i vari oggetti anche personali come
piastrine, gavette e foto recuperati nelle zone di
combattimento. Un museo a cielo aperto che prevede visite nei
luoghi dei combattimenti a Pisa, Firenze e sulla Linea Gotica.
    In questi giorni dagli Stati Uniti, in particolare dalle
Hawaii e dalla California, parenti e familiari di soldati
nippo-americani sono in Italia per un viaggio della memoria che
li porta a visitare i luoghi di battaglia dove combatterono i
loro nonni. Tra le tappe la zona di Pisa e Livorno, quella di
Massa e anche la periferia sud ovest di Firenze, in particolare
l’abitato di Mantignano, anche oggi in aperta campagna, dove
servirono feroci combattimenti per allontanare i tedeschi in
ritirata da un ponte strategico per l’ingresso in città. I
tedeschi lo avrebbero voluto far saltare come gli altri
sull’Arno ma il sacrificio di questi soldati Usa e quello dei
partigiani fiorentini impedirono che avvenisse. Il ponte fu
conquistato, i Nisei scrissero sopra ‘Los Angeles City limits’
(confini della città di Los Angeles), da decenni è luogo di
memoria di quei fatti. Nei prossimi tempi il ponte verrà
abbattuto per motivi di difesa idraulica ma a Firenze circola
l’intenzione di salvare proprio il calcestruzzo con la scritta
che dall’agosto 1944 è uno dei segni della Liberazione del
capoluogo toscano.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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