
In terra una bandiera iraniana con
impronte insanguinate, la scritta ‘Donna vita libertà’ e le foto
di alcune delle vittime del regime, in mano candele per tenere
una luce accesa su quanto sta accadendo a Teheran. Così un nuovo
presidio a Firenze, nel pomeriggio, in solidarietà col popolo
iraniano. Erano un centinaio i partecipanti in piazza
Sant’Ambrogio. L’iniziativa è stata promossa da associazioni e
sindacati, fra cui Amnesty ad Arci e Cgil, passando per Cospe,
Mani Tese fino a Donna Vita libertà, Donne libere Iraniane,
Donne insieme per la pace.
“Sentiamo il bisogno di parlare di quello che sta succedendo
in Iran perché stanno uccidendo le persone per per niente,
persone che non hanno niente di mano e stanno lottando con le
mani nude da 47 anni. E ogni volta che cominciato una rivolta è
finita in sangue – dice Ghissu, presidente di Donna vita libertà
di Firenze – Aiutateci a sconfiggere questo regime sanguinario
con la chiusura delle ambasciate, richiamando gli ambasciatori e
bloccando i soldi che i familiari del regime portano all’estero,
ma non viene fatto niente”, aggiunge. “Nessuno vuole la guerra,
però a mani nude non si può fare niente. Abbiamo visto nelle
varie rivolte che sono state uccise tantissime persone, ma
questa volta non ci sono numeri certi perché internet è stato
bloccato”.
In piazza anche lo sostenitore di Reza Pahlavi, con qualche
fischio e il grido ‘viva lo Scià’ che ha interrotto alcuni
interventi. “È molto importante stare tutti insieme – spiega
Ghissu riferendosi alle iniziative separate che si sono svolte
in questi giorni tra le varie anime della diaspora -. In Iran
anche se hanno ideologie diverse, stanno lottando, combattendo
tutti insieme. All’estero purtroppo non è così, ognuno pensa al
suo gruppo, alla propria ideologia”, inoltre “voglio precisare
che tutte le persone che dicono slogan per lo Scià non è che
sono per lui, ma hanno trovato in lui l’unica persona che è
riuscita a mettere insieme tutto il popolo in Iran per portare
avanti queste proteste. È inutile farci ora la guerra per poter
scegliere il futuro governo. Ora non ha senso parlare di
monarchia o repubblica dell’Iran, ora basta che cada la
Repubblica islamica”.
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Fonte Ansa.it