Fino alla scorsa settimana, le persone consapevoli di una guerra in corso da 8
anni in Europa erano ben poche, ma il conflitto che coinvolgeva il Donbass era
lì, vivido, pronto ad aspettare il momento favorevole per allargarsi. Portare ora
nelle sale il film dell’ucraino Valentyn Vasyanovych Reflection, è il nostro modo
per sostenere il popolo ucraino, con il patrocinio del Comune di Firenze,
Spazio Alfieri dà voce a chi ha testimoniato la difficile vita in alcune zone
della propria nazione e che ora sta combattendo in prima persona per
difendere il proprio Paese. Introduce la proiezione Riccardo Sottili regista
teatrale, autore del documentario dal titolo Russia-Italia il fronte della
memoria, che raccoglie una serie di testimonianze di storici e veterani sulla
ritirata italiana dalla Russia nella seconda guerra mondiale.
Guardare Reflection oggi è un’esperienza che ha per molti versi dell’incredibile.
Partito volontario per la guerra nel Donbass, il chirurgo di Kiev Serhiy finisce
per errore nelle mani delle forze militari russe e viene fatto prigioniero. Tenuto
in vita per le sue competenze mediche, l’uomo assiste impotente a scene di
tortura e violenza inaudita, aiutando i suoi carcerieri a smaltire i cadaveri degli
altri prigionieri torturati. Fra questi anche Andriy, nuovo compagno dell’ex
moglie, molto amato anche da sua figlia, ragazzina innocente e ingenua.
Il film è stato presentato in concorso all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica
di Venezia, dove ha suscitato non poche polemiche per la forza e la brutalità
delle sue immagini. A vederlo ora, sembra che sia stato girato ieri, in una delle
città ucraine assediate dai russi. Si tratta di un film che non fa sconti, non
nasconde nulla di quanto succede(va), eppure non possiamo più permetterci di
far finta che non ci riguardi.
Dite la vostra!