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50 anni di Banco del Mutuo Soccorso, la band presenta dal vivo il nuovo album “Orlando: le forme dell’amore”

Cinquant’anni di Banco del Mutuo Soccorso! Mezzo secolo di carriera che gli alfieri del prog rock italiano celebrano con un album dedicato all’”Orlando furioso” e un tour che mercoledì primo febbraio li porterà al Teatro Puccini di Firenze e giovedì 2 febbraio al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana (Lucca), dove Ludovico Ariosto ricoprì, per tre anni, l’incarico di Governatore della Garfagnana.


Il Banco, capitanato dal carismatico leader Vittorio Nocenzi, proporrà per la prima volta dal vivo i brani di “Orlando: le forme dell’amore”, album epico e prova definitiva di come il rock prog tradizionale possa evolversi in una moderna nuova miscela di suono e spirito, e che fisserà nuovi parametri per gli appassionati di progressive rock. La lunga genesi dell’album e il suo relativo lavoro in studio, prenderanno vita in questo tour per restituire al pubblico la vera essenza di quest’opera, che canta l’amore di noi tutti e ne descrive le forme che assume nelle nostre vite, riconoscendolo come il motore più potente dell’esistenza umana.

I concerti saranno l’occasione per riascoltare, oltre ai nuovi brani dell’Orlando, anche quelli più famosi del repertorio storico del Banco, che hanno reso la band uno dei punti di riferimento del rock progressive internazionale.
Cinquant’anni intercorrono tra “Orlando: le forme dell’amore” e il “Salvadanaio”, uscito il 3 maggio 1972 per la Ricordi Dischi. Iniziava allora la storia del Banco. Il primo brano dell’album si intitolava “In Volo”, e nei suoi versi veniva evocato il personaggio di Astolfo e il suo Ippogrifo, il cavallo alato, due figure centrali de “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, poema capolavoro del Rinascimento italiano. Con il nuovo album è un po’ come far ritorno in quello spazio ideale da dove spiccarono il volo, con la voglia di far ripartire questa storia fatta di musica, di idee, di diversità, di visioni e di sogni. Sono passate cinque decadi tra i due dischi, anni di mutamenti profondi nella società, nel costume e nel gusto. Un periodo lungo durante il quale il Banco non ha perso però la sua essenza originale, il suo approccio fuori dagli schemi, lontano dal luogo comune, restando una band d’avanguardia, e mantenendo, allo stesso tempo, un legame viscerale con le radici della musica.

Con Vittorio Nocenzi (pianoforte, tastiere e voce) che guida il Banco fin dagli esordi, nella formazione attuale che salirà sul palco spicca il debutto come secondo pianista-tastierista, di Michelangelo Nocenzi, figlio di Vittorio e coautore delle composizioni dell’Orlando, rilanciando così la presenza delle due tastiere, da sempre una delle caratteristiche del BMS. Gli altri musicisti costituiscono un gruppo di artisti all’apice della loro maturità: Filippo Marcheggiani (chitarra elettrica) da trent’anni nel gruppo; Nicola Di Già (chitarra ritmica) con la band da diverse stagioni; Marco Capozi (basso) volto noto ai fan del prog per la sua militanza nel Balletto di Bronzo; Fabio Moresco (batteria) ex componente del gruppo rock progressive Metamorfosi; Tony D’Alessio (lead vocal), da anni nell’orbita Banco e che raccoglie l’importante eredità di Francesco Di Giacomo, senza mai scadere nell’emulazione, tracciando invece una linea stilistica personale, nel segno della continuità ma anche del rinnovamento.

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