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>>>ANSA/Campagna accelera per le feste. 1,5 mln dosi per bimbi

(di Lorenzo Attianese) (ANSA) – ROMA, 10 DIC – La campagna vaccinale accelera
puntando alle 500mila somministrazioni al giorno in vista del
Natale, tra prime dosi, richiami e booster. E dal 16 dicembre
anche bambini e ragazzi tra i 5 e gli 11 anni potranno essere
immunizzati nell’arco di 21 giorni con due dosi: per questa
fascia di età sono in arrivo un milione e mezzo di shot del
siero ad uso pediatrico. Ma la lotta ai contagi passa anche per
un’attenta verifica del Green pass e in queste ore il Governo è
in attesa dell’ok del Garante della Privacy per varare un Dpcm
che preveda la revoca del certificato verde alle persone che
risultino in seguito positive al Covid. Una falla normativa che
riguarda tutti i Paesi dell’Ue e che l’Italia per prima sta
cercando di riparare con la creazione di un database, una sorta
di ‘black list’, dei lasciapassare sospesi a quei contagiati che
ne sono già in possesso.
    Nuove indicazioni sulla terza dose agli adolescenti (finora
non prevista per i minorenni) potrebbero arrivare nelle prossime
settimane dopo il pronunciamento di Ema e Aifa. A farne
richiesta sono i presidi: “è necessaria, lo dicono tutti gli
scienziati, e dovrebbe essere aperta anche alla fascia 12-18,
per proteggere al meglio la popolazione scolastica, dove
registriamo una diffusione del virus maggiore alle elementari e
nei primi due anni delle medie rispetto alle superiori”,
spiegano. Ma il ministero dell’Istruzione sottolinea: i contagi
tra studenti sono allo 0,4% e le quarantene al 2,1%. Il numero
uno dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro,
evidenzia però che nelle ultime settimane “le fasce di età più
colpite sono quelle più giovani sotto i 20 anni”, oltre a quella
tra i 30 e 49 anni. Il pressing per l’aumento di inoculazioni
arriva anche dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von
der Leyen: “la variante Omicron va veloce – dice – serve
vaccinarsi e provvedere al booster”. E gli Usa hanno già
autorizzato il booster per i giovani di 16 e 17 anni.
    L’Italia nel frattempo alza i target delle somministrazioni,
puntando a 6 milioni e 300mila iniezioni dal 13 al 26 dicembre.
    Il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, ha scritto
alle Regioni alzando il target. Dal 13 e al 17 dicembre le
somministrazioni quotidiane dovranno essere 500mila, il 18 e 19
dello stesso mese 350mila, dal 20 al 24 si arriverà a 500mila, i
giorni di Natale e Santo Stefano a 300mila, mentre continua la
corsa alle prime dosi, 244mila nell’ultima settimana. Mete a cui
si guarda per assottigliare il numero di italiani che non hanno
alcuna copertura contro il Covid, ancora oltre i 6 milioni. Con
queste cifre il sottosegretario alla Salute Andrea Costa azzarda
delle previsioni: “nel giro di due mesi e mezzo – dice –
potremmo completare le terze dosi”.
    Tra i target, dal 16 dicembre, saranno incluse anche le
inoculazioni a bambini dai cinque anni in su, anch’essi esposti
ai rischi del virus. Secondo l’Iss anche in età infantile questa
infezione “sei bambini su mille vengono ricoverati e uno su
7mila in intensiva”. La priorità sulle iniezioni, chiede
Figliuolo, dovrà essere data ai bambini “con elevata
vulnerabilità” ed a quelli conviventi con soggetti
immunodepressi o con elevata fragilità al Covid. Inoltre le
Regioni dovranno valorizzare il ruolo di pediatri e prevedere
percorsi dedicati separati, con un “coinvolgimento
particolarmente attivo delle famiglie”. Le prenotazioni sono già
partite. In Piemonte le preadesioni alle vaccinazioni
pediatriche erano già 1.500 dopo un’ora mentre la Toscana ha
raggiunto i 4.800 bimbi prenotati in due ore e in Campania sono
stati 2.149. All’estero, invece, su questo fronte Israele è
parecchio avanti, con 100mila bambini finora già vaccinati con
prima dose.
    Si spinge sul siero e si corre ai ripari contro i ‘bug’
emersi sul Green pass. Il Garante si esprimerà a breve e con “massima urgenza” sulla bozza di Dpcm di modifica dell’analogo
documento del 17 giugno scorso, che tocca anche gli aspetti
legati alla revoca del lasciapassare. Su questi aspetti le
criticità – fa sapere il Garante in una nota – erano state già
segnalate, visto che “il collegamento con la piattaforma
nazionale risulta indispensabile per verificare l’attualità
delle condizioni attestate nella certificazione, tenendo conto
dell’eventuale variazione delle stesse (ad esempio la
sopraggiunta positività)”. La soluzione sarà probabilmente, come
era stato previsto mesi fa, la creazione di un database dei pass
revocati (al momento potrebbero essere circa 100mila i malati
coinvolti), che la app verifica C-19 presenterà come ‘non
validi’. Poi, una volta terminata la quarantena, il
lasciapassare tornerà automaticamente valido fino alla sua
scadenza. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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