
“In tanti stanno festeggiando la
decisione del Comune di Palermo di vietare l’utilizzo di cavalli
per il traino delle carrozze, ma qualcuno si è chiesto che fine
faranno questi animali?”. Lo dice Sofia Varoli, istruttrice
federale di secondo livello e di equitazione integrata ed
equitazione paralimpica della Federazione italiana sport
equestri (Fise).
“Purtroppo – aggiunge – quando una notizia così popolare
anima un ampio dibattito, specialmente sui social, il rischio di
scivolare nel qualunquismo è alto. In molti dicono ‘adesso
liberate i cavalli nelle praterie’, oppure ‘utilizzateli per
l’ippoterapia’. Questi cavalli sono cresciuti in box, se
venissero ‘liberati’ non riuscirebbero a sopravvivere più di
qualche giorno. Anche l’utilizzo per ippoterapia è da escludere,
sia perché non sono cavalli da sella e soprattutto per la loro
indole caratteriale, per questo tipo di finalità si scelgono
cavalli con determinate caratteristiche che vengono addestrati
appositamente fin da piccoli”.
In più di un caso però, proprio a Palermo, cavalli
utilizzati per il traino di carrozze sono morti, anche in pieno
centro. “Ovviamente sono la prima a dire che nelle ore più calde
del giorno vanno tenuti a riposo e all’ombra – sottolinea Sofia
Varoli – ma nei miei oltre trent’anni di attività a contatto con
questi meravigliosi animali ho avuto spesso modo di visitare
esemplari utilizzati per il traino di carrozze, e non ho mai
constatato segnali di maltrattamenti. Anzi, nella maggior parte
dei casi erano animali trattati con cura. D’altronde per un
cocchiere il suo cavallo rappresenta anche la principale fonte
di guadagno, è lui il primo ad avere tutto l’interesse affinché
l’animale sia in buone condizioni”.
Resta dunque il tema della loro “riconversione”, quando non
potranno più trainare carrozze per turisti. “A mio parere è
proprio questa la grave lacuna della delibera recentemente
approvata dal Consiglio comunale di Palermo – conclude
l’istruttrice Fise – si stabilisce il graduale percorso che
impedirà il loro utilizzo per le carrozze, ma non si dice nulla
rispetto al futuro di questi animali. Il mio timore è che
possano fare una brutta fine, con buona pace dei tanti ‘animalisti’ che per ora stanno festeggiando”.
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Fonte Ansa.it