
“L’obiettivo è riuscire a trovare un equilibrio tra accessibilità, sostenibilità e un turismo che non mortifichi la vivibilità del centro storico. Dobbiamo essere cauti e trovare l’equilibrio tra l’intrattenimento del turista con l’interesse ad una qualità di vita apprezzabile”. Francesco Italia è al suo secondo mandato come sindaco di Siracusa. Ha valorizzato il centro storico, Ortigia, ma guardando alle periferie ed al quartiere vecchio, la Borgata.
“Noi non vogliamo diventare un luogo inaccessibile: abbiamo locali stellati nel centro storico e abbiamo i solarium comunali dove chiunque può fare il bagno gratis – dice – Io sono felice che abbiamo un mercato autentico, non ci siamo trasformati in un luogo finto. Turismo, trasporto, raccolta differenziata: questioni che attengono ad un salto culturale che il cittadino deve essere incoraggiato a fare. Quando abbiamo presentato le immagini della riqualificazione dello Sbarcadero di Santa Lucia, che prima era solo un parcheggio, in molti hanno commentato dicendo che adesso non c’era più posto per l’auto. Noi invece stiamo consegnando alla città un passeggiata a mare unica. Ogni azione deve essere accompagnata da un nuovo approccio culturale, da un cambio di mentalità, indispensabile per il successo”.
Quale intervento è stato determinante e cosa manca ancora alla città? “Una delle cose di cui sono più fiero è aver dato a questa città un servizio di trasporto. Per anni il cittadino siracusano ha smesso di utilizzare il mezzo pubblico e adesso che abbiamo un servizio efficiente è molto complicato portare i cittadini sui mezzi pubblici nonostante ci sia un notevole incremento. Ed è diventato uno dei servizi più apprezzati dai turisti. Sono orgoglioso di avere realizzato una struttura che è diventata modello in Italia per i lavoratori stagionali nei campi. E poi gli investimenti in opere pubbliche: interventi sulle case popolari; abbiamo ridefinito diversi spazi urbani. La riqualificazione urbanistica può portare alla riqualificazione sociale. Allo stesso tempo non vado fiero del fenomeno delle discariche spontanee a cielo aperto. Sono un danno sotto molti profili: decoro, pulizia, costo differenziata e immagine. Una città che funziona è una città dove il cittadino partecipa. E non sempre riusciamo a convincerlo di quanto sia importante partecipare”. Disinteresse e mancata cura della cosa pubblica? “Soprattutto da parte dei giovani. Temo ci sia un problema sui modelli di società che vengono veicolati attraverso i social media, che vieterei fino ai 16 anni. Il problema è nella famiglia ma non solo. E’ nel tipo di modello che viene rappresentato: un modello che induce all’eccesso, allo sbando, alla mortificazione della diversità. E nonostante il lavoro delle agenzie educative e della Chiesa il risultato spesso è che i nostri figli lasciati per ore in pasto ai social media accolgono modelli pericolosi e che li spingono verso rappresentazioni lontane dalla realtà, in cui per un like si rischia la vita”.
Cosa c’è nel suo futuro? “Credo che continuerò a interessarmi della cosa pubblica, non ho ambizioni specifiche. Fino all’ultimo giorno in cui avrò l’onore e la responsabilità di fare il sindaco continuerò a lavorare per rendere Siracusa un posto più bello, più vivibile, con una migliore qualità della vita”.
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Fonte Ansa.it