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Rosa di cinquemila candele in omaggio patrona di Palermo

(ANSA) – PALERMO, 03 SET – Un’iniziativa che in poche ore si
è trasformata in un’unica preghiera interconfessionale alla
santa patrona di Palermo, ma anche alla “santuzza” amata dalle
famiglie immigrate, dagli ultimi, da chi professa una fede
diversa da quella cattolica. Rosa et Lilium, ovvero rose e
gigli, ovvero Rosalia. Il nome della patrona, secondo
l’etimologia di origine latina potrebbe essere composto proprio
da questi due fiori, simbolo di purezza e regalità. Insomma, una
santa il cui nome nasce dai fiori, può soltanto essere leggera e
dolcissima: e così la immaginano lo stilista e artista Angelo
Yezael Cruciani Shi e la curatrice Stefania Morici che poco meno
di due mesi fa hanno fatto nascere la bellissima rosa di
cinquemila candele sul sagrato della Cattedrale in omaggio alla
patrona. “Ma l’iniziativa ha avuto un successo spropositato e ha
suscitato un moto collettivo, un bisogno di accendere una luce
(sebbene piccina, una candela, appunto) seppure per pochi
minuti, in un periodo profondamente incerto. Tanto che si sono
levate tante voci perché si ripetesse: e si è deciso di portare
l’omaggio floreale “a casa” della Santuzza”, afferma una nota.
    Non sarà più una rosa, ma un giglio e domani sera fiorirà e sarà
benedetto sul sagrato del Santuario di Montepellegrino, nel
punto in cui giungono i pellegrini che in questi giorni stanno
partecipando alla tradizionale “acchianata”, l’ascesa al monte
dove santa Rosalia si ritirò da eremita, simbolo della ricerca
di verità e di fede. Sarà presente il Questore di Palermo,
Leopoldo Laricchia, è atteso il sindaco Roberto Lagalla.
    Presenti il direttore dell’Ufficio per il dialogo ecumenico e
interreligioso della Diocesi, padre Piero Magro e il delegato
dell’ufficio, Antonino Tripodo, il presidente della Consulta
delle Culture, Ibra Kobena, l’associazione culturale femminile
Le Rose Bianche. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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