
“Fragilità è resilienza è il tema
che abbiamo scelto quest’anno per l’inaugurazione del nostro
anno accademico. Non è un semplice slogan, è un orientamento
culturale consapevole. Viviamo in un’epoca che percepisce la
fragilità come un difetto da correggere, una macchia da
nascondere. Noi oggi vogliamo dire che la fragilità non è
l’antitesi della forza, ma è la matrice della resilienza.
Quest’ultima è l’etica del dubbio, che diventa responsabilità
collettiva. Ed è questo che deve guidare l’università pubblica”.
Lo ha detto il rettore dell’Università di Palermo, Massimo
Midiri, nel suo discorso in occasione dell’inaugurazione
dell’anno accademico 2025-2026 dell’Unipa. Alla cerimonia è
presente lo scrittore Marco Rovelli.
“Secondo il rapporto Svimez 2025, se da un lato il Sud
registra una crescita dell’occupazione che si è concretizzata,
tra il 2021 e il 2024, in quasi 500 mila posti di lavoro creati;
dall’altro lato, nello stesso periodo, 175 mila giovani hanno
lasciato il Mezzogiorno in cerca di opportunità migliori. Circa
la metà di chi emigra è laureato e la perdita legata alla
mobilità dei giovani qualificati comporta, per il Sud, un danno
stimato in quasi 8 miliardi di euro l’anno” ha detto Midiri.
“Il calo dei salari reali – ha proseguito – alimenta il
fenomeno dei lavoratori poveri: nel Mezzogiorno si contano circa
un milione e duecentomila persone sotto la soglia della dignità,
pari a metà del totale nazionale. A ciò si aggiunge una
crescente emergenza abitativa, che rende ancora più debole il
tessuto sociale. Per rispondere alle nuove sfide del nostro
tempo è necessario aggiornare l’offerta formativa, introducendo
corsi e programmi che rispondono alle esigenze del mercato del
lavoro e alle prove del presente. Serve un sistema educativo
capace di reagire rapidamente alle trasformazioni in atto,
preparando giovani laureati pronti a rispondere con competenze
adeguate”, ha concluso Midiri.
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Fonte Ansa.it