
Procedono i lavori preparatori che
consentiranno il recupero del veliero Bayesian affondato la
notte del 19 agosto dello scorso anno al largo di Porticello. Secondo il nuovo crono programma il recupero avverrà nella
seconda metà di giugno. In queste due settimane di lavoro sono
stati recuperati il boma principale, la vela e l’avvolgifiocco
del superyacht, insieme a un’ancora. In questi ultimi giorni
grazie all’impiego dei robot sono state posizionate otto cime
sotto lo scafo. Queste saranno utilizzate per tirare otto
stroppi di sollevamento principali in acciaio che faranno parte
di un sistema di sollevamento per il recupero dell’imbarcazione.
Quattro cime sono state posizionate sotto la prua della nave,
mentre continuano i lavori per l’inserimento di altre quattro
cime sotto la poppa.
“Questa – dice la società Tmc – rappresenta una sfida più
complessa vista la posizione dello scafo e il fondale argilloso
su cui attualmente giace il Bayesian. Nelle ultime due
settimane, nuove attrezzature sono arrivate nel cantiere da
tutta Europa, insieme a nuovi membri del team di recupero.
Vengono utilizzati più strumenti telecomandati e una riduzione
delle attività di immersione in questa fase del progetto”.
Secondo il nuovo programma della società si prevede che lo scafo
venga sollevato nella seconda metà di giugno, dopo la rimozione
dell’albero di 72 metri con utensili da taglio di precisione. Anche a Termini Imerese i preparativi sono ormai in gran parte
completati, in attesa dell’arrivo dello scafo. Un’invasatura in
acciaio è stata realizzata in banchina, sulla quale verrà
posizionato il veliero. “Nelle ultime due settimane – dice
Marcus Cave direttore della Tmc – gli addetti al recupero hanno
compiuto progressi meticolosi a terra e in mare. I preparativi
per la consegna definitiva e sicura del materiale in banchina
sono ora completati. In mare, si sta procedendo verso il
sollevamento definitivo del materiale dal fondale, continuando a
dare priorità alla sicurezza di coloro che lavorano a questa
complessa operazione di sollevamento e recupero”.
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Fonte Ansa.it