
Gianfranco Miccichè afferma di
voler chiedere a Raffaele Lombardo di uscire dal governo
regionale siciliano, guidato da Renato Schifani, qualora la
Democrazia cristiana dovesse continuarne a farne parte, dopo l’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto Totò Cuffaro. Stefano
Cirillo, segretario regionale della Dc si dice “stupito dalle
dichiarazioni di Miccichè, che si erge a moralizzatore della
politica siciliana, parlando della Democrazia cristiana. Mi
permetto con umiltà, ma anche con fermezza, di ricordare a
Miccichè il passo evangelico secondo cui ‘chi è senza peccato
scagli la prima pietra. Non mi risulta, infatti, che in passato,
quando egli stesso è stato oggetto di inchieste giudiziarie,
qualcuno abbia chiesto l’uscita del suo partito dal governo”.
Mentre Cirillo annuncia che dopo il direttivo del partito la
Dc chiedà un incontro a Schifani, “per rappresentare la
posizione ufficiale della Dc in merito ai fatti in corso e
ribadire la nostra volontà di contribuire al buon governo della
Sicilia”.
Ma Miccichè, nel sottolineare la crescita del movimento
Grande Sicilia, che lo vede alleato con Lo,bardo e il sindaco di
Palermo Roberto Lagalla, afferma che “in un momento storico in
cui, anche a causa dei recenti fatti di cronaca, la fiducia dei
cittadini nella politica è messa a dura prova. Il nostro
movimento rappresenta una risposta concreta e autentica al
bisogno di serietà, competenza e radicamento sul territorio”.
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