
(ANSA) – PALERMO, 20 MAG – La mafia di oggi non è più quella
del passato. Quasi quattro italiani su cinque (il 77%)
condividono l’opinione per cui “i mafiosi attuali non sono più
contadini semianalfabeti ma manager in giacca e cravatta che
girano il mondo”. Le mafie, inoltre, secondo tre italiani su
quattro, non sono più un fenomeno circoscritto alle regioni del
Mezzogiorno, ma si sono diffuse anche nel resto d’Italia e del
mondo. Il 71% delle persone ritiene, poi, che, più che armi e
violenza, siano oggi la finanza globale e le grandi
multinazionali l’ambito d’azione prediletto dagli uomini
d’onore. In netto calo, invece, la rilevanza e l’urgenza
attribuite al problema mafia.
A un anno dalla indagine demoscopica che Ipsos Public Affairs
realizzò per la Fondazione Falcone alla vigilia
dell’anniversario della strage di Capaci, l’istituto è tornato a
monitorare la percezione del fenomeno mafioso.
Un sondaggio che evidenzia innanzitutto come il cambiamento
delle mafie sia stato colto negli anni dagli italiani.
I risultati dell’indagine confermano un dato già emerso l’anno
scorso e cioè il venir meno di una lettura antropologica o
addirittura folkloristica del fenomeno che vedeva nella mafia “un fenomeno culturale, una mentalità insita in alcune fasce
della popolazione”. Convinzione di un solo italiano su sei.
E allora cosa è la criminalità organizzata per gli italiani? Una
degenerazione criminale di forme di potere economico (per il
19%) o politico (per il 20%), o ancor più semplicemente di una
manifestazione estremamente violenta e organizzata di
criminalità (opinione prevalente con il 28%).
Altro elemento significativo è il calo di priorità attribuita al
problema mafioso che si registra a distanza di un anno: a
considerare quello delle mafie “il problema più urgente” o “uno
dei problemi più urgenti” per l’Italia è ancora una maggioranza
(il 55%), ma il dato segna un calo di ben 7 punti rispetto al
2022. Se si declina la domanda sul Mezzogiorno la percentuale
attuale è del 61% ma il calo è addirittura di 8 punti rispetto
ad un anno fa. (ANSA).
Fonte Ansa.it