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La regola dell’ortica, giallo d’esordio di Nunzia Scalzo

NUNZIA SCALZO, LA REGOLA DELL’ORTICA
(FELTRINELLI, PP 256, EURO 15). Bea Navarra, grafologa forense,
intuitiva, cocciuta, fuori dagli schemi, abilissima nel
decifrare i segreti della scrittura è la protagonista del primo
romanzo, ‘La regola dell’ortica’, di Nunzia Scalzo che esercita
da 25 anni la stessa professione della sua eroina.
    Nata per caso in Germania da genitori siciliani, laureata in
filosofia, con da sempre la passione per il giornalismo, Scalzo
vive in Sicilia ed è fra l’altro anche direttrice editoriale del
settimanale regionale I Vespri.
    Giallo rivelazione dell’estate, il libro esce l’1 luglio per
Feltrinelli e inaugura la serie della Grafologa.
    All’origine di tutto, un biglietto d’addio sul quale Bea Navarra
è chiamata a stabilire, sessant’anni dopo, la verità. Suicidio o
omicidio? Nel 1965 a Catania, la giovane Norma Speranza viene
trasportata all’ospedale dal marito e dal portinaio di casa in
gravi condizioni e muore poco dopo. Si è sparata in salotto con
una carabina, o almeno questo è ciò che concludono le indagini,
sebbene siano molti i dubbi sul movente e le modalità. A
confermare l’ipotesi del suicidio c’è un biglietto trovato
accanto al corpo: “Tutto è distrutto e io mi ammazzo”. Ma la
famiglia è invece convinta che si tratti di un omicidio, e che
il biglietto sia stato creato ad arte per offrire un alibi
all’assassino.
    “Il mese di agosto ti insegna la regola dell’ortica ardente:
fino a quando stringi le foglie non avverti il dolore delle
punture, lo senti solo quando lasci la presa”.
    La nipote di Norma, dopo 60 anni, dà l’incarico di analizzare
ancora una volta quel biglietto a Bea Navarra. La dinamica della
morte si ricostruisce tassello dopo tassello attraverso il
racconto diretto dei singoli personaggi coinvolti nel cold case,
tra cui i parenti della coppia, i portinai del condominio,
l’amica Evelina, il marito Andrea. L’indagine di Bea e
dell’amico e giornalista Domenico Grimaldi porta alla “Catania
bene” degli anni Sessanta. Ogni voce nasconde uno scandalo
domestico, sessuale, criminale, aggiunge indizi e depista.
   
   

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Fonte Ansa.it

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