
Da sempre “la politica ci considera
degli idealisti, dei sognatori. E solo perché noi chiediamo di
avere strumenti come quelli di cui si è dotata la Francia, un
paese che gareggia con l’Italia per la quantità di luoghi
artistici unici. In Italia, a differenza della Francia, non c’è
alcuno strumento filantropico per i privati”. Parla la
principessa Carine Vanni Calvello Mantegna di Gangi,
proprietaria con suo marito, il principe Giuseppe Vanni
Mantegna, del celeberrimo palazzo che a Palermo ospitò le
riprese della festa de Il Gattopardo in cui Luchino Visconti
rese immortale il valzer tra Claudia Cardinale e Burt Lancaster.
Parliamo del Palazzo Valguarnera Gangi, ottomila metri
quadrati di opere d’arte e di architettura, una delle storiche
residenze private più preziose del mondo e tra le poche d’Europa
a conservare integralmente gli arredi originali, da oltre 30
anni affidato unicamente alle cure e ai restauri ad opera dei
proprietari. Perché l’Art Bonus non è applicabile per detrarre
le spese sostenute per la tutela di un bene che non sia
pubblico. “È un errore: si dovrebbe offrire, ai mecenati che lo
vogliono, di defiscalizzare gli interventi. Io non chiedo soldi
allo Stato, i mecenati che vorrebbero investire ci sono. Perché
ostacolarli?” dice la principessa nei giorni in cui dalla
politica si attende il provvedimento che dovrebbe uniformare
l’Italia alla Francia o alla Germania per un altra agevolazione
fiscale: il taglio dal 22% al 7% o 5,5% dell’Iva sulle
importazioni e le transazioni relative alle opere d’arte.
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Fonte Ansa.it