
Ha sempre scolpito. O meglio ha
sempre lavorato in maniera artigianale il legno di recupero.
Vecchi tronchi di ulivo ritrovati nelle campagne di Samperi, a
Marsala, o a Pantelleria o blocchi di tufo delle vecchie cave
che circondano i suoi vigneti. Sebastiano De Bartoli, figlio di
Marco, uno dei padri del vino Marsala nel mondo, ha tenuto
nascosta questa sua passione per anni. Le sue opere sono rimaste
all’interno del baglio, non in mostra, collocate in maniera
discreta sulla parete dello studio o in una nicchia. Nei giorni
della Pasqua una delle sue creazioni, un grande crocifisso in
bronzo, alto quasi due metri è stato collocato sulla parete che
si apre davanti all’anfiteatro nella “perriera “adiacente al
santuario di Santo Padre. Il Cristo, originariamente in legno, è
stato trasformato nell’opera esposta dagli artigiani del
laboratorio artistico e fonderia Vulcano di Mazara del Vallo. La
donazione è della famiglia dell’artista ed è dedicata alla
memoria di Giuseppina Pellegrino De Bartoli.
Il Cristo, che ha fattezze androgine, appare liberato da croce e
spine e secondo l’artista è colto mentre si libera della
sofferenza della sua dimensione umana.
Sebastiano De Bartoli, conosciuto da tutti come Sebio, ha
spiegato ai numerosi ospiti convenuti nello spazio religioso che
in questo periodo sta attraversando un serio problema di salute
e le sue riflessioni più intime e un nuovo percorso di fede lo
hanno portato a riscoprire il valore della scultura e della
creazione artistica. La “perriera” porta i segni dell’azione
dell’uomo. Uno spazio sobrio, essenziale, con sedute anch’esse
in tufo. Servirà sia per i riti religiosi durante il periodo
primaverile ed estivo ma anche per attività culturali, dai
concerti alle rappresentazioni teatrali.
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Fonte Ansa.it