
Dopo il tragico attentato
terroristico a Berlino, “la Gay street di Palermo chiede al
Comune di vietare l’accesso alla strada da parte di chi indossa
il burka per questioni di sicurezza”. E’ quanto si legge in un
comunicato dalla Gay street di Palermo spiegando che la città “è
piena di donne con il volto coperto: coprirsi il volto in Italia
e’ vietato dalla legge, non capiamo perché alle donne musulmane
questo debba essere concesso” mentre “la sicurezza dei cittadini
viene prima di ogni culto religioso”.
“Tutta la comunità Lgbtq+ – prosegue la nota – è sotto
attacco da estremisti fascisti in ogni parte del mondo e ora
anche da terroristi islamici. Il Comune prenda subito
provvedimenti per garantire la messa in sicurezza della Gay
street di Palermo e di tutta la comunità Lgbtq della città e
delle migliaia di turisti gay che frequentano la Gay street. Abbiamo risolto da soli con il dialogo e il confronto – si
ricorda nella nota – gli atti vandalici subiti pochi giorni dopo
l’inaugurazione con le bande di ragazzi del quartiere che
strappavano le bandiere raimbow e offendevano i frequentatori
della Gay street. Oggi quegli stessi ragazzi sono diventati i
nostri piu’ grandi alleati e il miracolo si e’ verificato quando
si sono presentati alla porta del Bunker club chiedendoci di
regalare loro una bandiera arcobaleno per partecipare insieme a
tutti noi al Gay Pride di Palermo. Ma se con i ragazzi di
Palermo si può dialogare – conclude la nota – questo non e’
possibile farlo con chi pratica il fanatismo religioso islamico.
Per cui chiediamo da parte delle istituzioni locali maggiore
protezione in un contesto cosi’ delicato e di grande
vulnerabilità”.
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Fonte Ansa.it