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>ANSA-LA-STORIA/A chi spetta nome dei Florio?Scoppia lite’eredi’

(ANSA) – PALERMO, 03 OTT – Chi può usare il nome dei Florio?
A Palermo scoppia una polemica su chi ha più titolo per essere
oggi considerato vero erede morale della famosa famiglia
imprenditoriale che ha avuto una parte importante nella storia
economica e culturale di Palermo tra l’Ottocento e il Novecento,
al centro anche di un “caso” editoriale grazie al successo dei
due libri sulla saga familiare scritti da Stefania Auci. A
scatenare la lite sono state indirettamente le iniziative
collegate alla “Coppa Floriopoli”, una manifestazione che si
richiama alla Targa Florio, la più antica competizione
automobilistica avviata nel 1906 da Vincenzo Florio. La “Coppa
Floriopoli”, ancora alla prima edizione, ha riunito nei giorni
scorsi vetture d’epoca e da competizione a Cerda davanti i box
con la torre dei cronometristi e le vecchie tribune. La
partecipazione di auto dalla storia gloriosa ha ricreato
un’atmosfera carica di memorie. Ma non solo di ricordi si è
trattato. A margine della coppa è stato, tra l’altro,
annunciato un partenariato tra il gruppo Zaharaziz e Casa Florio
con l’obiettivo di rilanciare il brand e il patrimonio storico,
artistico e culturale di quello che fu un potente gruppo
imprenditoriale. L’iniziativa è stata presentata da Chico
Paladino Florio quale erede e discendente di Vincenzo Florio jr.
    e titolare di Casa Florio. Ma proprio questo annuncio ha
rinfocolato una lite tra chi si proclama vero erede dei Florio.
    A riaprire le ferite è stato Nicola Afan de Rivera Costaguti
figlio di Giulia Florio e nipote di don Ignazio e donna Franca,
attraverso una richiesta di rettifica affidata al suo legale.
    “Né Chico Paladino né il padre Vincenzo sono discendenti dei
Florio”. La famiglia Paladino, sostiene Afan de Rivera, ha
ereditato la tonnara dell’Arenella con la palazzina dei “quattro
pizzi” dalla nonna materna Lucie Henry, seconda moglie di
Vincenzo Florio, morta in Francia il 6 gennaio 1959 senza
lasciare figli. Inoltre, incalza ancora Afan de Rivera, Vincenzo
Paladino, conosciuto come Cecé nei salotti di Palermo e padre di
Chico, ha aggiunto Florio al proprio cognome non per un diritto
successorio ma in virtù di un provvedimento del ministero
dell’Interno che i Florio “autentici” hanno impugnato.
    Ma Chico Paladino Florio non ci sta e si affretta a
difendere, oltre che l’eredità culturale dei Florio, anche il
proprio cognome nella versione allargata: “È triste – dice –
constatare l’acredine con cui si tenta di denigrare i Paladino
Florio che hanno aggiunto il loro cognome in quanto discendenti
legittimi come certificato in vari atti pubblici”. E aggiunge
che nelle sedi “competenti” i contestatori hanno avuto sempre
torto. Ma, siccome la disputa è stata rinfocolata dal rilancio
di un brand, non è detto che a Palermo si litighi solo sul nome
dei Florio. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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