
(ANSA) – MARSALA, 29 GEN – “Nel campo di concentramento di
Auschwitz, il dottor Menghele, conosciuto come ‘l’angelo della
morte’, un giorno con un gessetto bianco tracciò una linea su un
muro, alta circa un metro e 50. Decretò che coloro che
superavano questa linea, bambini e ragazzi, potevano vivere.
Tutti gli altri dovevano andare nelle camere a gas. Che
differenza c’è tra lui e una legge che dice che si merita tutela
soltanto dal terzo mese di gestazione in poi?”. E’ quanto
afferma padre Bruno De Cristofaro, della Congregazione “Serve
del cuore immacolato di Maria” dell’Opera Santuario Nostra
Signora di Fatima di Trapani, in un video postato su youtube lo
scorso 27 gennaio, Giornata della Memoria della Shoah. (ANSA).
Fonte Ansa.it