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A Selinunte viene alla luce uno dei due porti

Innovativa scoperta archeologica a
Selinunte. Una struttura lunga 15 metri e quattro filari di
blocchi per un’altezza di circa 1,80 metri, è stata infatti
individuata casualmente a pochissima distanza da quella che
doveva essere la darsena collegata al mare, a un centinaio di
metri dalla riva attuale. Potrebbe essere parte di uno dei due
porti dell’antica ex colonia di Megara iblea, ampio e imponente
come richiedeva una delle più importanti città del Mediterraneo,
centro di traffici commerciali. La notizia è stata resa nota dal
presidente della Regione siciliana, Renato Schifani. Ad oggi gli
archeologi non arrischiano teorie ma solo ipotesi sull’imponente
architettura: forse una struttura di contenimento sul fiume – il
georadar registra molte altre strutture sotto la sabbia -, forse
le pareti di una darsena per le barche magari collegata alle 80
antiche fornaci scoperte molto più a monte, forse la base di un
ponte sul fiume. Di una cosa gli studiosi sono certi: è un
ritrovamento di grandissimo interesse che potrebbe far
riscrivere la topografia della città antica. Ed è una scoperta
del Parco archeologico, diretto da Felice Crescente, che si sta
infatti già impegnando per sviluppare un progetto
multidisciplinare e avviare ricerche a partire dal ritrovamento.
    La scoperta è avvenuta durante dei semplici lavori di
disboscamento e ripristino del Vallone del Gorgo Cottone, alla
foce del fiume omonimo, lungo la riva occidentale; all’inizio è
affiorato solo l’angolo di un blocco, il resto era sepolto sotto
lo strato massiccio di sabbia e di vegetazione recente.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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