
«La Regione si farà carico della
vertenza di tutti i lavoratori di Tiscali (180 su 729
dipendenti) interessati da una procedura di licenziamento
collettivo. Nei giorni scorsi ho promosso un coordinamento con
gli assessori al Lavoro della Puglia e del Lazio. Sono pronta ad
aprire un tavolo di confronto con azienda e sindacati per
affrontare i nodi della vertenza». Lo ha assicurato l’assessora
dell Lavoro Desirè Manca, al termine delle audizioni in Seconda
Commissione alle quali hanno preso parte la segretaria
dell’Assostampa, Simonetta Selloni, e i componenti del Comitato
di Redazione di Tiscali News Antonella Loi, Cristiano Sanna
Martini e Andrea Curreli. Proprio quella dei giornalisti sembra
essere la posizione più fragile all’interno delle trattative
avviate da Tessellis, società che ha assorbito Tiscali Italia,
per la cessione di un ramo d’azienda al gruppo ligure Canarbino
Spa che opera nel settore energetico.
«Gli acquirenti non sembrano interessati all’informazione –
ha detto Simonetta Selloni – nei loro piani non rientrano i 12
giornalisti di Tiscali News». Una situazione paradossale per i
professionisti che da 25 anni curano il portale delle notizie
assicurando un’informazione puntuale e rigorosa premiata
dall’alto gradimento degli utenti. Le pagine di Tiscali News,
tra i 15/20 siti più cliccati in Italia, generano un flusso di 8
milioni di lettori mensili su cui gioca un ruolo determinante il
lavoro della redazione giornalistica per oltre la la metà
dell’intero traffico. Nonostante i dati, gli acquirenti sembrano
voler rinunciare al grande patrimonio di professionalità
presente in azienda: «E’ inspiegabile oltre che illegittimo – ha
aggiunto Selloni – sulla cessione del ramo d’azienda il codice
civile parla chiaro. Siamo pronti a contrastare in ogni sede il
licenziamento dei colleghi».
Da mesi, ai 12 giornalisti di Tiscali News viene applicato un
contratto di solidarietà con un taglio dello stipendio del 55%.
La redazione è stata inoltre esclusa da qualsiasi proposta di
riassorbimento negli organici della nuova società. «Subiamo un
trattamento discriminatorio – hanno detto i tre rappresentanti
del Cdr – ai nostri colleghi con il contratto delle
telecomunicazioni è stato proposto un incentivo all’esodo di 42
mensilità. Per noi invece la proposta si limita a 12 mensilità.
Non capiamo perché vogliano escluderci. Forse pensano di poter
continuare a fare informazione senza giornalisti. Da mesi siamo
sottoposti a una pressione inaccettabile. Non si riesce a capire
che l’informazione è un valore aggiunto per l’azienda. I numeri
parlano chiaro».
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Fonte Ansa.it