
La Sardegna si è presentata al
65° Salone Nautico di Genova con una strategia chiara:
comunicare a stampa e pubblico di appassionati l’impegno per
fare della nautica un settore industriale maturo, integrato con
il turismo e con le eccellenze del territorio, e sempre più
orientato all’internazionalizzazione.
Allo stand della Regione e del Cipnes, il Consorzio
industriale provinciale nord- est Sardegna-Gallura, spazio a
Settimo Nizzi, sindaco di Olbia, Francesco Mola, rettore
dell’Università di Cagliari, ed Emanuele Cani, assessore
regionale all’Industria.
La partecipazione del Cipnes ai principali saloni
internazionali, avviene nell’ambito di un programma di
internazionalizzazione del sistema produttivo sardo, con focus
sulla nautica. L’iniziativa è finanziata dall’assessorato
regionale alla Programmazione e supportata dall’assessorato
all’Industria, a conferma della volontà di rafforzare la
competitività delle imprese isolane sui mercati globali.
Dagli interventi è emersa la volontà condivisa di puntare
sulla crescita internazionale della filiera, sulla formazione di
nuove competenze e sulla collaborazione tra enti locali,
Regione, università e imprese. La nascita del corso di laurea in
Ingegneria Navale a Olbia rappresenta un tassello fondamentale
di questo percorso, unendo il mondo accademico a quello
produttivo. La Regione, dal canto suo, ha ribadito l’impegno a
sostenere la crescita industriale del comparto, sottolineando
come la nautica possa diventare un motore economico e culturale
di sviluppo per tutta l’Isola.
“Troppo spesso l’industria è stata vista come brutta, sporca
e cattiva. Con la nautica – ha sottolineato l’assessore Cani –
vogliamo cambiare questo paradigma: in Sardegna possiamo fare
industria di altissimo livello e le imprese del settore stanno
conquistando credibilità a livello nazionale e internazionale”.
Per il sindaco Nizzi, le parole d’ordine sono unità e
condivisione: “Solo se si lavora tutti insieme la filiera può
davvero decollare. Non basta il turismo – ha chiarito il primo
cittadino – serve una base culturale e soprattutto industriale
per trasformare in realtà il sogno di una vera economia nautica
sarda”.
La formazione diventa un tassello fondamentale. Per questo il
rettore Mola ha ricordato la recente istituzione del corso di
laurea in Ingegneria Navale a Olbia, risultato di un lavoro
congiunto tra accademia e industria: “Era paradossale che una
regione circondata dal mare non avesse mai avuto un corso di
Ingegneria Navale. La progettazione – ha tenuto a precisare – è
stata condivisa con gli imprenditori, per evitare sprechi e
creare un percorso formativo utile al tessuto produttivo”.
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Fonte Ansa.it