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Sanità:flash mob volontari Sulcis, sedie donate a p.soccorso

(ANSA) – CARBONIA, 29 LUG – Dopo il corteo di ambulanze l’11
luglio scorso per denunciare le criticità nel pronto soccorso, i
volontari delle associazioni del Sulcis attuano una nuova protesta che però – spiegano – non vuole essere “un
atteggiamento contro ma “a favore dei pazienti e degli operatori
dell’emergenza. Quelli che l’istituzione e i suoi
rappresentanti, sembrano aver dimenticato. Cerchiamo di far
stare un po’ più “comodo” chi soffre e chi opera nell’emergenza,
mentre chi deve decidere, ‘comodo’ lo è già e non appare
preoccupato”
E d ecco allora che questa mattina, davanti all’ospedale Sirai
di Carbonia, il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato
del Primo Soccorso e della Assistenza Sanitaria della Sardegna
ha inscenato un flash mob ribattezzato appunto “Operazione State
Comodi”. Le organizzazioni aderenti al Socor Sardegna, hanno
messo a disposizione, gratuitamente, delle sedie che potranno
consentire alle tante persone presenti nel Pronto Soccorso
dell’ospedale Sirai (sia i pazienti che gli operatori delle
tante ambulanze), di poter stare più comodi “nel purtroppo lungo
periodo di attesa che devono sostenere”.
    “Crediamo che talvolta basti poco per dimostrare la volontà di
ridurre i disagi, magari cercando di risolvere quelli più
semplici – spiegano i volontari – Già da tempo, abbiamo avuto
modo di segnalare le gravi difficoltà che si vengono a creare
per le squadre di servizio sulle ambulanze di base, a causa
della drammatica situazione organizzativa dei Pronto Soccorso.
    Sappiamo che, come da noi richiesto, c’è stato l’interessamento
della Protezione Civile Regionale, per la fornitura di strutture
che possano offrire almeno un riparo dal sole, ma, nonostante
sia stato coinvolto un organismo operativo per le emergenze,
ancora non è stato realizzato nulla, evidentemente non
considerandola un’emergenza”.
    “Sugli altri temi, quali, l’approvvigionamento di letti per i
pazienti, per evitare di trattenerli nelle barelle delle
ambulanze, dei sistemi di ristoro, per consentire di avere
almeno un po’ di acqua fresca, delle panche o sedie, per evitare
che i pazienti e i soccorritori in attesa, debbano stare in
piedi o accomodarsi in luoghi di fortuna, niente di tutto questo
si vede concretizzato – denunciano – Ad oggi, dopo quasi un
mese, nulla appare cambiato, se non in peggio”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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