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Riforma tirocini di inclusione, Manca ‘linee guida vecchie di dieci anni’

“Negli ultimi dieci anni il mondo
del lavoro e le condizioni sociali sono cambiati profondamente,
lasciando indietro nuove fragilità spesso invisibili. Ci sono
giovani che si sentono esclusi, che non studiano e non lavorano,
e i dati sui Neet ce lo raccontano con chiarezza. Dietro quei
numeri ci sono storie, difficoltà, percorsi interrotti. È
proprio da qui che siamo partiti: abbiamo costruito questa
riforma ascoltando chi ogni giorno lavora accanto ai ragazzi,
gli operatori, i servizi sociali e gli enti locali. Da queste
voci è emersa con forza la necessità di superare strumenti ormai
inadeguati, non più capaci di rispondere alle nuove
vulnerabilità”. Così l’assessora regionale del Lavoro, Desirè
Manca, illustra il percorso che ha portato alle nuove “Linee
guida per i tirocini di orientamento, formazione e inclusione
sociale”, approvate dalla Giunta e destinate a sostituire la
disciplina del 2015, ormai superata.
    La riforma nasce proprio dall’esigenza di aggiornare una
normativa ferma da anni, superando rigidità che hanno limitato
l’efficacia dei percorsi di inclusione sociale per i soggetti
che, al momento dell’attivazione, risultano presi in carico dai
servizi sociali professionali e/o dai servizi sanitari pubblici
competenti.
    “In questa direzione abbiamo assunto anche una scelta
politica chiara – sottolinea l’esponente della Giunta Todde –
superare il limite fisso di 500 euro per l’indennità di
partecipazione. Non si tratta solo di un adeguamento tecnico, ma
di un principio preciso, che restituisce dignità e valore ai
percorsi di tirocinio. Consentiamo ai soggetti ospitanti che ne
hanno la possibilità di riconoscere importi più elevati,
rendendo l’indennità più coerente con il contesto economico
attuale e con l’impegno richiesto. È un passo verso una maggiore
equità e una reale personalizzazione dei percorsi”.
    “Tra le novità più rilevanti – prosegue Manca – viene estesa
la possibilità di attivare tirocini anche per minori che non
hanno ancora assolto all’obbligo scolastico, all’interno di
progetti educativi finalizzati a prevenire devianza ed
esclusione sociale, e viene resa più aperta la rete dei soggetti
coinvolti nella presa in carico, per consentire interventi più
efficaci anche nei casi atipici”.
    La durata dei tirocini viene inoltre ridefinita in modo più
funzionale, con un primo periodo utile a valutarne l’efficacia.
    “Con l’approvazione di queste nuove Linee guida compiamo un
passo decisivo per rendere più efficaci i percorsi di inclusione
sociale sul nostro territorio. Siamo certi che questa nuova
disciplina rafforzerà il ruolo dei servizi territoriali e
contribuirà a percorsi di inclusione più efficaci, sostenendo i
giovani in condizioni di svantaggio nel loro accesso alla vita
sociale e lavorativa”, conclude l’assessora.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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