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La musicologa Moreni, ‘in Norma un coro di guerra con desiderio di pace’

Il Carmen Melis gremito ha
accolto questa mattina la brillante presentazione di Norma di
Bellini. La tragedia lirica va in scena il 18 marzo alle 20,
terzo titolo della Stagione d’opera del Lirico di Cagliari. La
musicologa Carla Moreni ha tratteggiato il percorso lungo
quattro temi portanti dell’opera. La guerra, la figura di Norma,
le vocalità nell’ opera, il focus su Bellini. “Il primo è di
grande attualità. Ed è incredibile – ha osservato Carla Moreni –
come il teatro d’opera continui a riverberarsi con un’eloquenza
così diretta sul nostro presente. Perché se il melodramma si
associa alle grandi storie d’ amore, il paesaggio alle spalle di
queste grandi storie d’ amore sono i conflitti che i compositori
vivevano, vedevano per le strade, raccontavano la sera nei
salotti colti delle città”. “Guerra, guerra!” è il coro
associato a Norma. “Un coro marcatamente risorgimentale,
assertivo – ha spiegato l’ esperta – con questo battere di piedi
che sentiamo in lontananza”.
    Moreni ha poi messo in luce il Bellini uomo del suo tempo che
vive il tempo presente. “Con quel coro ci racconta quanto vede
intorno. Vogliono la guerra i Galli che sono stati invasi dai
romani e questo ci apparenta a situazioni del nostro presente,
le terre invase da popolazioni limitrofe, da poteri limitrofi.
    Il dato interessante – prosegue – è che Bellini fa cantare un
coro di guerra ma con delle tinte che implorano “pace pace”, ed
è questo il desiderio che affiora in chi ascolta quest’opera”.
    Il secondo tema è dedicato a Norma, “la sacerdotessa. A lei
si rivolgono i Galli per decidere se è arrivato il momento di
attaccare gli invasori romani – ha proseguito – ma Norma è
perdutamente innamorata di Pollione, proconsole Romano delle
Gallie, a capo dell’ esercito invasore e in qualche modo, è
costretta per amore a tradire il suo popolo”. Moreni ha poi
proposto un confronto, dal punto di vista della vocalità, tra le
due donne, Norma e Adalgisa. “Una prima donna, un soprano che
incarna le caratteristiche più squisite del belcanto, come
espresso in Casta Diva e nel meraviglioso recitativo “Dormono
entrambi”, sa affilare la voce con fioriture e delicatezze
notturne e allo stesso tempo un soprano con un’incisività
drammaturgica da grande eroina tragica – ha messo in rilievo –
accanto alla voce di Norma c’ è quella di Adalgisa, un tipo di
vocalità più fresco, più delicato”.
    La musicologa si è poi soffermata sul compositore, sulla sua
breve vita. Ha rievocato i suoi funerali, la salma trasportata
da Parigi a Catania in una carrozza listata a lutto per
approdare al Duomo, dove ancora riposa. Fino a un curioso
aneddoto. “Nella sua casa-museo a Catania, una delle stanze
della casa del giovane Bellini si affaccia su un teatro greco,
uno scenario che ha influenzato il suo immaginario e anche la
scelta di un soggetto tanto classico quanto è Norma. Dalle
finestre si scorgono le gradinate, una contiguità con la sua
abitazione che racconta tutta l’ aderenza spontanea del
compositore Bellini a questa classicità che, riportata nell’800,
lo nutre, ci parla eloquente e arriva diretta fino a noi”.
   
   

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Fonte Ansa.it

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