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Istruzione e servizi educativi gratis per tutti fino a 24 anni

La Sardegna sta affrontando una
crisi demografica senza precedenti: tra il 2016 e il 2025
l’Isola ha perso oltre 80mila residenti, con una media di quasi
9mila persone in meno ogni anno. Il dato più allarmante riguarda
la composizione di questa emorragia: il 66% dei cittadini “scomparsi” appartiene alla fascia d’età 0-24 anni. È partendo
dall’impietosa fotografia scattata da un approfondito dossier
realizzato dal gruppo consiliare del Partito Democratico che
nasce la proposta “0-24”, un piano organico di politiche
dedicate volto a rendere l’istruzione e i servizi
socio-educativi completamente gratuiti dalla nascita fino alla
laurea.
    La proposta, definita dagli stessi dem “rivoluzionaria”, è il
risultato di un percorso istituzionale culminato in un ordine
del giorno approvato durante la discussione della Legge di
Stabilità 2026, hanno spiegato il capogruppo Roberto Deriu, le
presidenti di commissione Carla Fundoni (Sanità) e Camilla Soru
(Istruzione) insieme al segretario regionale Silvio Lai.
    “La decrescita demografica della nostra regione ci impone di
fermarci a ragionare per programmare il nostro futuro. Quindi
non misure spot, ma misure strutturali”, è il concetto alla
base. Secondo le analisi basate su dati Istat e Mur-Ustat citate
dai dem, la fascia 0-3 anni è quella che ha subito la
contrazione più forte, perdendo oltre 15mila bambini in dieci
anni. Parallelamente, sul fronte universitario, il 68% dei
giovani sardi tra i 19 e i 24 anni sceglie di non intraprendere
gli studi nell’Isola, spesso frenato da ostacoli economici. “La
questione economica, la fragilità economica è una delle
motivazioni principali per cui rinunciano ad iscriversi
all’università e questa cosa ovviamente è totalmente
inaccettabile”, ha commentato Soru.
    Il piano “0-24” si articola attraverso tre proposte di legge
complementari che mirano a creare un sistema integrato: sostegno
alla natalità e fertilità (PL 137), benessere familiare (PL 176)
e diritto allo studio e centri estivi (PL 129). Il cuore della
proposta è la gratuità universale, svincolata dal solo parametro
del reddito: “Noi vogliamo offrire alla generazione più giovane
un pacchetto di misure che portino a una formazione gratuita in
Sardegna – sottolinea il capogruppo Deriu -. Quindi gratis tutti
gli asili nido, gratis le università, quindi non ci saranno più
rette, non ci saranno più tasse”.
    Per quanto riguarda la copertura finanziaria, il gruppo dem
stima per il primo anno un impegno di circa 50 milioni di euro,
ma “è una misura che non si iscrive nell’assistenza e nel
welfare – chiarisce -, ma è un investimento in capitale umano,
in istruzione per i nostri giovani e per il futuro della
Sardegna”. Per Fundoni “la decrescita demografica ci impone di
fermarci a ragionare per programmare il nostro futuro. Quindi
non misure spot, ma misure strutturali, anche rispetto alla
vertenza entrate che la Regione Sardegna è riuscita ad
ottenere”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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