
Due gol e tre punti per
avvicinarsi alla salvezza: il Lecce vince a Cagliari con i gol
di Gandelman e Ramadani e raggiunge in classifica Genoa e
Cremonese. I salentini lasciano la Fiorentina da sola al
terzultimo posto, a tre lunghezze di distanza. Un capolavoro
tattico di Di Francesco: il Lecce aspetta e poi colpisce, anche
approfittando della insolita giornata no di Caprile. Il portiere
dei sardi non esce sul gol di Gandelman e, dopo, si fa
trafiggere sul primo palo sulla rete di Ramadani. Salentini
perfetti e spietati nei momenti chiave della gara, compatti e
micidiali quando si è trattato di colpire. Per gli ospiti
seconda vittoria di fila. Per il Cagliari invece secondo ko
consecutivo. La squadra di Pisacane ha buttato il primo tempo,
aspettando per pungere e facendo capire al Lecce che era il caso
di osare. Tutti sotto la sufficienza con Esposito che non è
riuscito a entrare in partita.
Pisacane, in emergenza per le assenze, si è inventato una
formazione con più di una sorpresa: da Pavoletti al centro
dell’attacco (prima gara da titolare) a Palestra ala destra pura
con Zappa dietro a coprirgli le spalle. Di Francesco, senza
Banda, ha scelto Cheddira e rinunciato a Stulic coprendo le
fasce con Sottil e Pierotti. Due squadre che hanno giocato quasi
a specchio e che si sono quasi annullate.
Dopo un inizio all’attacco – ma senza tiri – il Cagliari
lascia gioco e prime occasioni al Lecce. Sottil il più
intraprendente. Ed è proprio l’ex rossoblu al 28′ a graziare
Caprile con un sinistro alle stelle da buona posizione. Cagliari
incerto in difesa (la cessione di Luperto si sente) e Gandelman
rischia di approfittarne: Zè Pedro salva miracolosamente. Il
primo tiro del Cagliari al termine della prima manovra
accettabile dei rossoblu: tiro di Zappa, quasi a colpo sicuro,
molto alta. Il finale di tempo è di nuovo in mano alla squadra
dì Pisacane. Lo zero a zero dell’intervallo dice praticamente
tutto. Il Lecce tira poco più rispetto al Cagliari. Mentre il
possesso è più rossoblu che giallorosso.
Nella ripresa Pisacane dopo dieci minuti butta dentro
Kilicsoy e Mazzitelli, inizialmente esclusi a sorpresa. Ma al
13′ è Cheddira ad avvicinarsi al gol: Caprile che aveva
sbagliato l’uscita, salva sulla linea. È un po’ il tema della
partita: squadre guardinghe che aspettano il colpo vincente. Ma
soprattutto sperano nell’errore dell’avversario. Di nuovo
Caprile incerto in uscita. E al 20′ Gandelman non perdona:
troppo solo, colpo di testa facile facile su punizione di
Sottil. E’ la situazione che il Lecce aspettava. Contro un
Cagliari molto lontano da quello delle tre vittorie di fila è
anche facile raddoppiare. L’azione che chiude la partita è un
batti e ribatti in cui ha sempre ragione il Lecce. Alla fine un
tiraccio da fuori di Ramadani chiude la partita. Anche perché la
reazione del Cagliari è assente: alla fine nessuna parata per
Falcone.
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Fonte Ansa.it