
di Mario Zaccaria Passa il Napoli ma soltanto ai
calci di rigore e dopo tanta sofferenza. C’è bisogno di venti
tiri dal dischetto complessivi per decidere l’esito dell’ottavo
di finale di Coppa Italia contro il Cagliari, dopo l’1-1 dei
tempi regolamentari. Alla fine di una serie che sembrava
interminabile, l’errore decisivo è di Luvumbo che si fa
neutralizzare la conclusione da Milinkovic-Savic. Buongiorno,
invece, spedisce in fondo alla rete il suo rigore dischetto e il
Napoli tira un sospiro di sollievo, accedendo ai quarti Al sorprendente finale si arriva perché al gol di Lucca nel
primo tempo risponde nella ripresa Sebastiano Esposito e il
risultato non si sblocca più fino alla fine, costringendo così
il Napoli e il Cagliari a giocarsi la qualificazione di Coppa
Italia dal dischetto. Alla fine prevalgono gli azzurri, ma il
Cagliari esce dal Maradona con l’onore delle armi.
In realtà sono le riserve del Napoli a battere le riserve del
Cagliari perché almeno inizialmente le due squadre si schierano
a ranghi rimaneggiati. Il Napoli va in vantaggio al 27′ del
primo tempo quando Lucca devia in rete di testa un traversone di
Vergara. Nel primo tempo la formazione di Pisacane non riesce
mai a rendersi pericolosa e a rimettere in discussione la
qualificazione al turno successivo. La partita è decisamente
condizionata dai prossimi impegni di campionato delle due
squadre, con il Napoli che domenica sera dovrà ospitare la
Juventus al Maradona e con i sardi che affronteranno in casa la
Roma.
Nel Napoli, oltre a Milinkovic-Savic che difende la porta,
l’unico giocatore reduce dalla gara giocata domenica a Roma è
Beukema; tutti gli altri uomini scelti da Conte in apertura del
match sono più abituati alla panchina che al terreno di gioco.
Anche Pisacane fa scelte prudenti e tanti sono i volti nuovi che
il Cagliari presenta in apertura di partita.
La qualità tecnico-tattica dell’incontro è inevitabilmente
meno significativa rispetto a ciò che le due squadre sono solite
esprimere ma ai fini dello spettacolo c’è la compensazione
dovuta all’agonismo e all’impegno costante dei giocatori di
entrambe le squadre.
Il Napoli conserva un costante predominio nel gioco nella
prima parte della gara, anche se la mancanza di affiatamento è
evidente e la manovra non è sempre fluida. In un simile contesto
le occasioni da gol arrivano con il contagocce e lo spettacolo
ne risente in maniera evidente.
Qualche spunto interessante dal match arriva soprattutto per
Conte e in particolare dal centrocampo, reparto nel quale spicca
la prova del giocane Vergara, prodotto del vivaio, che potrà
dare un contributo anche in futuro, viste le tante assenze
dovute a infortuni.
Dopo 10 minuti dall’inizio della ripresa Pisacane manda in
campo Sebastiano Esposito, Prati e Borrelli e la manovra del
Cagliari si fa più spigliata. Il Napoli è costretto a
indietreggiare e al 21′ il coraggio dei sardi viene premiato. Un
rimpallo tra Borrelli e McTominay, da poco entrato al posto di
Ambrosino, favorisce Sebastiano Esposito che si trova solo
davanti a Milinkovic-Savic e non ha difficoltà a insaccare.
Conte risponde con l’ingresso in campo di Hojlund e
Buongiorno e poco dopo di Lang e Neres e la pressione offensiva
degli azzurri torna a farsi più intensa. McTominay e Neres vanno
vicini al gol ma in entrambi i casi Caprile si oppone con
successo alle conclusioni degli azzurri. Si arriva così ai calci
di rigore che premiano il Napoli che ora può concentrarsi sulla
sfida di domenica in campionato alla Juve.
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Fonte Ansa.it