
Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano in Sardegna per la 34/a edizione le Giornate Fai di Primavera, l’evento dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico d’Italia, organizzato dal Fondo per l’Ambiente Italiano Ets.
In Sardegna saranno sei i luoghi d’arte, storia e natura, insoliti e curiosi o poco conosciuti e valorizzati, alcuni dei quali solitamente inaccessibili, che apriranno al pubblico grazie all’impegno, alla creatività e alla passione dei volontari delle delegazioni e gruppi Fai presenti nella regione, insieme agli “Apprendisti Ciceroni” delle scuole, oltre ai 2 beni Fai dell’isola, le Saline Conti Vecchi di Assemini e le Batterie Talmone a Punta Don Diego a Palau. A ogni visita si potrà sostenere il Fondo con una donazione o con l’iscrizione al Fai.
Nell’Isola sarà aperta alle visite l’Idrovora di Sassu ad Arborea. Inaugurata nel 1934, domina con la sua altezza il territorio circostante. è ancora oggi funzionante e non accessibile al pubblico. Riapre anche il museo delle ferrovie Arst di Monserrato, dotato di una superficie espositiva di circa 1000 m² con numerosi reperti relativi alla storia delle ferrovie secondarie in Sardegna. A Cagliari si potrà visitare il teatro lirico comunale, inaugurato nel 1993: sarà possibile scoprire il suo complesso funzionamento, visitando spazi solitamente non accessibili al pubblico.
A Orgosolo visita ai murales raccontano la storia, un viaggio nella storia delle proteste culturali e politiche del paese e della Sardegna interna. A Sassari si aprono le porte di Palazzo Lombardo, in Piazza d’Italia: progettato probabilmente dall’architetto Civico Francesco Agnesa e realizzato dal costruttore Proto Tola, venne terminato verso la fine degli anni ’70 dell’800. Disabitato per anni, poi diviso in varie unità abitative, e poi nuovamente abbandonato, l’edificio versava in uno stato di degrado, fino al 2023, quando fu messo in vendita dai fratelli Borsari, eredi dei Cottoni Lombardo, e acquistato da diversi soggetti che si sono fatti promotori del restauro, iniziato nello stesso anno e terminato nel 2024.
Nel centro di Calangianus si potrà visitare il Palazzo Corda, simbolo della grandezza raggiunta dall’industria sugheriera nel territorio, grazie all’imprenditore Marco Corda che nel 1851 diede vita all’attività che sarebbe diventata motore dell’economia gallurese.
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Fonte Ansa.it