
Tutela dei minori nel mondo
digitale, rafforzamento della rete dei tutori volontari per i
minori stranieri non accompagnati, rilancio dell’affidamento
familiare, vigilanza sulle comunità di accoglienza e maggiore
partecipazione dei ragazzi alla vita istituzionale. Sono alcune
delle priorità della programmazione 2026 illustrate dalla
Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Anna Cau, nel
corso dell’audizione davanti alla Seconda Commissione del
Consiglio regionale, presieduta da Camilla Soru.
La relazione individua le linee di intervento dell’Ufficio
della Garante con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei
diritti dei bambini e degli adolescenti in Sardegna.
Per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati, è
previsto il potenziamento della rete dei tutori volontari
attraverso formazione, aggiornamento continuo, uno sportello di
consulenza e una maggiore collaborazione con i Tribunali per i
minorenni di Cagliari e Sassari. La Garante ha proposto “di
rinforzare la preparazione dei tutori volontari” predisponendo
interventi di sostegno che accompagnino i volontari durante lo
svolgimento dell’incarico. Ampio spazio è stato dedicato anche
al rapporto tra minori e mondo digitale. Cau ha ricordato
l’avvio del tavolo interistituzionale che coinvolge istituzioni,
scuola, università, servizi sociosanitari, pediatri, famiglie e
terzo settore per definire strategie condivise di prevenzione.
La Garante ha anticipato di voler promuovere momenti di
formazione e divulgazione scientifica in collaborazione con
università, Chiesa e assessorato regionale all’Innovazione,
condividendo inoltre la proposta della presidente della
Commissione di arrivare a veri e propri “Patti digitali” che
coinvolgano istituzioni, scuole, famiglie, minori e pubblici
esercizi. Tra gli obiettivi figura anche il rafforzamento della
Consulta dei ragazzi come strumento di partecipazione e ascolto,
oltre al potenziamento della comunicazione istituzionale
attraverso un nuovo sito internet e canali social dedicati. La
programmazione 2026 prevede infine il rafforzamento del
monitoraggio delle strutture di accoglienza per minori e nuove
iniziative per promuovere l’affidamento familiare.
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Fonte Ansa.it