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Fotoromanzo su Decameron in sardo con studenti protagonisti

(di Stefano Ambu) (ANSA) – CAGLIARI, 03 DIC – Il fotoromanzo, genere di
racconto in voga per decenni sino agli anni Ottanta, per entrare
nel mondo di Boccaccio. Con gli studenti che indossano i costumi
dell’epoca e diventano attori per interpretare i personaggi di
Andreuccio da Perugia. Con qualche variazione: il protagonista
si chiama Peppixeddu, non va ad acquistare cavalli spostandosi
dall’Umbria alla Campania. Ma parte da Sorso e arriva a
Oristano. Altra particolarità: i personaggi parlano in lingua
sarda. Il libretto di 28 pagine presentato al Centro di
Aggregazione sociale di Isili si intitola “S’aneddu de
munsenori” ed è il frutto del laboratorio di lingua sarda
realizzato nella classe 2/a A Tur dell’istituto Zappa-Pitagora
di Isili, anno scolastico 2021/22.
    Il lavoro è liberamente tratto da “Andreuccio da Perugia” di
Giovanni Boccaccio. Il progetto è stato realizzato dalla
professoressa Maria Laura Serra, docente responsabile del
progetto per l’uso veicolare della lingua sarda, Insulas, in
collaborazione con la professoressa Simona Ballai, docente di
sostegno e con l’esperto esterno professor Guido Cadoni. Nella
squadra Tonio Boi, docente di geografia, Eugenio Fadda, storia,
Massimiliano Meloni, diritto, fotografie della professoressa
Carla Usai. Il resto lo hanno fatto i ragazzi. “Un bel lavoro di
gruppo – ha detto il professor Cadoni, insegnante di diritto ma
l’anno scorso formatore per la lingua sarda a Isili – che ha
coinvolto i ragazzi e i docenti. Il fotoromanzo? Gli studenti
non lo conoscevano, ma sono subito apparsi incuriositi e hanno
partecipato con grande entusiasmo. Un lavoro importante anche
per l’approfondimento non solo linguistico, ma anche storico:
del Medioevo in Sardegna a scuola sì parla davvero poco”.
    Il progetto, finanziato dalla Regione, è partito – in italiano –
con l’analisi del Decameron e del contesto dell’opera. Poi
l’approfondimento storico, geografico, sociale e culturale sulla
Sardegna dell’età giudicale con particolare attenzione alla
figura di Eleonora D’Arborea. Quindi la traduzione: dalla
novella “Andreuccio da Perugia” si è passati a “S’aneddu de
munsenori”.
    Poi l’ingresso nel mondo del fotoromanzo. Suddivisione della
novella in sequenze e “quadri” e costruzione di didascalie e
dialoghi in lingua sarda. Poi riproduzione fotografica dei
quadri con i personaggi in ambientazione e costumi medioevali al
Castello di Sanluri con i costumi affittati presso
l’associazione culturale “Gli arcieri”. E quindi la stampa:
opera pubblicata come una storia illustrata completa di foto,
dialoghi e didascalie in lingua sarda. Ieri la presentazione: le
circa 300 copie del fotoromanzo sono andate a ruba. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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