
Nei reparti di Medicina Interna
della Sardegna oltre otto pazienti su dieci hanno più di 70 anni
e presentano in media quattro patologie concomitanti. È quanto
emerge dalla survey regionale condotta da Fadoi, che evidenzia
una pressione significativa su posti letto e personale. Secondo
l’indagine, l’81% dei ricoverati ha più di 70 anni e presenta in
media 4 comorbidità; la metà degli internisti chiamati in causa
ritiene che questi pazienti richiedano prevalentemente livelli
di cura medio alti o alti.
Nonostante questo scenario, le Medicine Interne sono ancora
spesso classificate come reparti a bassa intensità
assistenziale, con ricadute dirette sugli organici. La carenza
stimata è del 14% tra i medici e del 21% tra gli infermieri, con
numeri che variano in modo significativo tra i reparti della
Regione.
La pressione sui posti letto è particolarmente evidente: il
tasso medio di occupazione raggiunge, sempre secondo i risultati
della survey, il 103% (che in alcune realtà può a superare il
140%) e nell’83% dei reparti si registra overbooking, con
ricoveri oltre la capienza prevista. Il boarding in Pronto
soccorso rappresenta una criticità spesso diffusa: nell’83% dei
casi viene giudicato di entità almeno media o grave, pur essendo
variabile tra Aziende, con realtà in cui questo fenomeno non
avviene, spostando il problema del sovraffollamento direttamente
ai reparti di degenza.
Le difficoltà riguardano anche il rapporto con il territorio.
In media il 34% dei ricoveri potrebbe essere evitato con una
migliore presa in carico territoriale. Inoltre in alcuni casi
fino ad un quarto dei posti letto rimane occupato da pazienti
non dimissibili per l’assenza di adeguate risposte
socio-assistenziali a livello domiciliare, fatto che, sommato
alla nota carenza di strutture territoriali in grado di
accogliere in tempi rapidi questi pazienti, si traduce con un
prolungamento del ricovero.
Per la totalità degli internisti che hanno risposto alla
survey, una riclassificazione delle Medicine Interne a medio
alta intensità di cura, con conseguente incremento degli
organici, potrebbe contribuire in misura significativa a
migliorare la gestione dei pazienti e l’organizzazione
complessiva dei reparti.
Il presidente regionale Fadoi, Mattia Lillu, evidenzia come “una delle principali criticità risieda nell’attuale assenza di
una strategia unitaria tra le diverse Aziende per gestire il
sovraffollamento; il problema richiede un approccio organico e
condiviso che veda anche il coinvolgimento diretto degli
internisti. In tale contesto, è prioritario affrontare nodi
cruciali quali la carenza cronica di posti letto, il fenomeno
dei ricoveri in sovrannumero e il paradosso delle Medicine
Interne che, classificate formalmente come reparti a “bassa
intensità”, si trovano a gestire pazienti e carichi di lavoro
tipici della media-alta intensità, aggravati spesso dalla
mancanza di una rete socio-assistenziale adeguata a supporto
delle dimissioni”.
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Fonte Ansa.it