
(ANSA) – CAGLIARI, 13 FEB – “Abbiamo perso troppo tempo.
Siamo davanti a una situazione veramente preoccupante. C’è il
rischio concreto che Eurallumina ritiri il piano di investimenti
da 300 milioni di euro e lasciando in strada i 200 lavoratori
diretti e non creando alcuna prospettiva per le ulteriori 150
maestranze necessarie e 130 contrattisti. Questo fatto non
possiamo permettercelo in alcun modo, e non va certo in linea ‘con la tutela degli interessi delle imprese e delle famiglie’
annunciato dalla Regione”. Lo denunciano i segretari
territoriali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, Emanuele
Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi. Rilanciando la
mobilitazione i sindacati suonano la sveglia al presidente della
Regione: “deve occuparsi in prima persona della questione
energetica, e del polo metallurgico di Portovesme compresa la
vertenza Eurallumina, così come dovrebbe fare per le altre
partecipate del territorio”. “I problemi rimangono tutti in campo – osservano Madeddu, Lai e
Loi – il famoso Paur è ancora da definire, l’appuntamento di
dicembre è slittato ancora; pratica che dovrebbe durare
normalmente 180 giorni e che invece va avanti da circa due anni.
Anche dell’addendum ai Protocolli d’Intesa del 2009 e del 2012,
fondamentale tra le varie questioni anche per la messa in
sicurezza del reddito delle maestranze Eurallumina sino al
completo riavvio delle produzioni, nonostante siano state
redatte nel tempo diverse bozze, ad oggi non si sa nulla”. “Da
mesi – incalzano – chiediamo un incontro senza aver mai avuto
risposta. Per ultima e non meno importante, se non fondamentale,
la persistente incertezza rispetto alle modalità e tempistiche
rispetto all’approvvigionamento del gas metano, anche e
soprattutto a seguito dell’impugnazione del DPCM Energia presso
il Consiglio di Stato, l’unico punto fermo era rappresentato dal
23 febbraio, data in cui si dovrebbe esprimere il Consiglio di
Stato; ora vogliono togliere anche questa certezza senza
prospettare nessuna soluzione”. Piuttosto, dalla Regione i
sindacati si aspettano “un atto concreto e rapido sul porto di
Portovesme. Perché i lavori di escavo ancora non partono, anzi
appaiono ben lontani nonostante da tempo chiediamo il
commissariamento dell’opera. All’abbassamento dei fondali è
legato il futuro di ogni progetto che si intende realizzare nel
polo industriale di Portovesme. Non è tempo di rinvii ma servono
atti concreti e immediati. C’è bisogno di azioni concrete per
evitare che un’occasione di rinascita possa naufragare”. (ANSA).
Fonte Ansa.it