
(ANSA) – CAGLIARI, 18 GEN – “Il Covid ha evidenziato la
fragilità del sistema sanitario e il ruolo centrale della
Medicina territoriale che necessita di essere riorganizzata.
Mancano i medici, eppure gli abilitati alla professione ci sono,
basta solamente inserirli nel mondo lavorativo valorizzandoli e
tutelandoli”. Lo denuncia Claudia Zuncheddu, portavoce della
Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica, che sollecita l’assessore
alla Sanità e il presidente della Giunta affinché venga
predisposto “in tempi rapidi” il bando delle zone carenti di
assistenza primaria, “garantendo la copertura degli oltre 100
posti vacanti di medicina di base”.
“Oggi la più grande risorsa da investire sono i Medici negli
ospedali e nei territori . osserva –
Il numero dei pazienti covid a domicilio è in crescita e i
medici di base, pochi e sempre più soli, sono costretti ad
auto-organizzarsi. Da qui la necessità che gli oltre 100 posti
vacanti di medicina di base vengano coperti. All’elenco delle
zone carenti, appena pubblicato dall’Ats per il 2018 e 2019,
mancano quelle del 2020. Ma non basta l’elenco. Mancano i bandi
per le assegnazioni. Nel pieno dell’emergenza sanitaria –
incalza Zuncheddu – paradossalmente, crescono i ritardi di chi
ha il potere decisionale”.
Secondo la Rete, in oltre “i dati forniti all’Istituto Superiore
di Sanità per definire il colore e la relativa collocazione
delle regioni non sono certi e spesso contrastano con i dati dei
medici che operano nei territori sardi. C’è un eccesso di falsi
negativi – si legge in una nota – Inoltre, dilaga il fenomeno
dei casi sospetti che per paura della lentezza del sistema
sanitario e dei costi del tampone, non si autodenunciano”.
(ANSA).
Fonte Ansa.it