
La Corte Costituzionale ha
dichiarato illegittimo il blocco generalizzato delle
autorizzazioni per gli impianti da fonti energetiche rinnovabili
nelle aree non idonee della Sardegna. È quanto stabilito dalla
sentenza 144 del 2026, depositata oggi, che ha accolto il
ricorso presentato dal Governo contro una disposizione della
legge regionale 31 del 2025 sulle aree idonee, che modificava a
sua volta la legge 20.
La norma impugnata prevedeva, in attesa dell’approvazione di
un regolamento regionale sulle aree idonee e non idonee, la
sospensione dei procedimenti autorizzativi già in corso e il
divieto di presentare nuove istanze per la realizzazione di
impianti Fer nelle aree non idonee, ad eccezione delle comunità
energetiche e degli interventi per l’autoconsumo.
Secondo la Consulta, la Regione ha ecceduto le proprie
competenze in materia energetica, introducendo una misura che
non rispetta i principi fondamentali stabiliti dalla
legislazione statale. La Corte ha richiamato, in particolare, il
quadro normativo nazionale e gli obiettivi europei sulla
transizione energetica, sottolineando il ruolo delle fonti
rinnovabili nel percorso verso la neutralità climatica.
I giudici costituzionali hanno rilevato, inoltre, un profilo
di irragionevolezza della norma, in contrasto con l’articolo 3
della Costituzione. Il blocco, infatti, si applicava in modo
indistinto a procedimenti caratterizzati da situazioni diverse,
senza tenere conto del loro stato di avanzamento né degli
investimenti già sostenuti dagli operatori.
La sentenza precisa anche che la classificazione di un
territorio come area non idonea alla realizzazione di impianti
da fonti rinnovabili non può essere interpretata come un divieto
assoluto e preventivo. Le richieste di autorizzazione devono
continuare a essere valutate attraverso i procedimenti ordinari,
con una verifica caso per caso degli aspetti ambientali,
paesaggistici e territoriali.
La decisione interviene nel dibattito sullo sviluppo delle
energie rinnovabili in Sardegna, dove la disciplina regionale
sulle aree idonee è stata al centro del confronto tra la
necessità di accelerare la transizione energetica e l’esigenza
di tutelare il territorio.
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Fonte Ansa.it