
Una mattinata in Consiglio
regionale per ricordare la figura di Nino Garau (Cagliari, 12
dicembre 1923-12 luglio 2020), partigiano e uomo delle
istituzioni.
Il convegno si è aperto con l’intervento del presidente
dell’assemblea Piero Comandini, dei familiari di Garau, dei
rappresentanti delle associazioni antifasciste e degli studenti
di alcune scuole di Cagliari. Nel ripercorrere la storia di vita
e di valori di Nino Garau, Comandini non ha mancato di ricordare
la sua esperienza da funzionario prima e da segretario generale
del Consiglio regionale (a partire dal 1949) e ha posto
l’accento sul “coraggio del giovane Nino” che, dopo una breve
esperienza nell’accademia aeronautica a Forlì, all’indomani
dell’armistizio (8 settembre 1943) aveva trovato rifugio nel
modenese, a San Vito, frazione del comune di Spilamberto, dove a
meno di venti anni si unì agli oppositori del regime di
Mussolini, fino a comandare una brigata partigiana.
“La lotta di Geppe (era questo il suo nome di battaglia) – ha
detto il presidente del Consiglio regionale – serve oggi a
ricordare il valore fondamentale della libertà, della pace,
della democrazia, in un tempo in cui oltre cinquanta conflitti
funestano il Mondo, e la guerra in Ucraina e a Gaza dimostrano
come i diritti inalienabili delle persone e persino quelli dei
bambini siano messi in discussione”. Comandini ha concluso il
suo intervento con una frase pronunciata dallo stesso Garau e
riproposta anche nel video andato in onda e che fa sintesi del
film a lui dedicato (Geppe e gli altri, storia di vita di un
comandante sardo) : “La guerra non la vince nessuno, la guerra è
morte sia per i vinti che per i vincitori”.
Il figlio di Nino Garau, Dino, ha riproposto frammenti di
vita familiare, insieme con gli insegnamenti profondi ricevuti e
tutti orientati alla libertà, alla tolleranza, all’accoglienza e
al confronto. “Purtroppo assistiamo oggi a un’affermazione di
disvalori e a un metodo di confronto basato sulla muscolarità,
piuttosto che sulla forza delle idee e delle argomentazioni”.
Il presidente dell’istituto sardo per la storia
dell’antifascismo e della società contemporanea (Issasco),
Walter Falgio, ha raccontato il partigiano e il testimone di
quel tempo, soffermandosi sull’imperativo di Nino Garau che era
quello di ricercare il confronto con le nuove generazioni.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it