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Ad Ammaniti e Cavarero il Premio letterario Costa Smeralda

Niccolò Ammaniti con “Il
custode” per la narrativa e Adriana Cavarero con “Il canto delle
sirene” (saggistica) sono i vincitori del premio letterario
Costa Smeralda 2026.
    La premiazione ieri sera al Conference Center di Porto Cervo.
    Durante la cerimonia allo scrittore e saggista spagnolo Javier
Cercas è stato assegnato il Premio internazionale; a Emilio
Isgrò il Premio Cultura del Mediterraneo e all’ammiraglio
Giuseppe Lai il Premio speciale.
    La giuria era composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena
Loewenthal e Chiara Valerio. Il Premio è promosso dal Consorzio
Costa Smeralda, presieduto da Renzo Persico, con il patrocinio
del Comune di Arzachena.
    Per Ammaniti, nella motivazione della giuria si legge: “Il
custode” si aggiunge lucente e luminoso in quella linea di
fantastico che, più o meno carsica, percorre tutta la
letteratura italiana. Anna Maria Ortese, Tommaso Landolfi, Lisi,
Bontempelli, Tarchetti e Fogazzaro, Pavese di Leucò, Calvino,
Dante, Ariosto, Bufalino, Fruttero e Lucentini – gli unici,
insieme ad Ammaniti – che fanno anche molto ridere. Ammaniti,
come sempre nei suoi scritti, tiene insieme mito e
contemporaneità – è il primo romanzo italiano dove Only Fans non
serve ad analisi sociologiche, è un fatto, un attributo di
natura, e di realtà, come i prodotti del supermercato – e
trascina chi legge in un mondo più vasto e largo del visibile –
il visibile, con gli schermi che teniamo perennemente in mano, è
l’unica cosa che statisticamente esiste – raccontando, come fa
la letteratura che ci sono cose e sentimenti che non possono
essere né nominati né negati. Ma semplicemente esistono”.
    Per Adriana Cavarero nella motivazione della giuria si legge: “Per chi cantano le sirene? La domanda pare retorica, tanto è
papale la risposta: le sirene cantano per Ulisse che, viaggiator
curioso e uomo deciso ad andare dritto alla meta costi quel che
costi resiste eroicamente alla tentazione della loro mortifera
voce. Come la pensa in proposito Adriana Cavarero, filosofa,
donna coltissima e femminista della prima ora, fine lettrice e
padrona di un impagabile senso dell’umorismo? La risposta sta
qui, fra queste pagine colme di sapienza e acume, di ironia ed
erudizione – un viaggio nel tempo e nello spazio alla ricerca di
quelle melodie tanto fantastiche quanto reali che le donne
cantano da sempre, tessendo le trame del mondo. Il saggio di
Adriana Cavarero offre una lettura del mito tanto originale
quanto suggestiva e stimolante: in queste pagine sia l’eroe
Ulisse sia le misteriose tentatrici ci appaiono in una
prospettiva tutta nuova.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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