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13enne uccisa da madre: silenzio col gip, è inconsapevole

(ANSA) – ORISTANO, 24 FEB – Sul letto del reparto di
Psichiatria dell’ospedale San Martino di Oristano, Monica Vinci
non è stata in grado di dire una parola nell’interrogatorio di
garanzia con la gip Federica Fulgheri. Il colloquio, su
richiesta del suo difensore Gianluca Aste, è stato sospeso e
rinviato a una data da stabilire, quando la donna di 52 anni
sarà in grado di rispondere.
    Accusata di omicidio volontario aggravato per aver ucciso con
30 coltellate la figlia 13enne Chiara Carta, davanti alla
giudice non ha mostrato alcun segnale di consapevolezza. Resta
così piantonata all’ospedale in attesa che le sue condizioni di
salute consentano il trasferimento nel centro clinico della casa
circondariale di Uta (Cagliari): su di le infatti pende
un’ordine di custodia in carcere.
    Nel frattempo, l’avvocato Aste ha annunciato che intende
nominare un proprio consulente psichiatrico affinché accerti la
capacità di intendere e di volere della sua assistita. La
perizia dovrà anche stabilire se lo stato di incoscienza in cui
versa la donna derivi dai traumi fisici subìti nella caduta
dalla finestra di casa – dopo il delitto, sabato scorso
nell’abitazione di famiglia a Silì, aveva tentato il suicidio –
o più probabilmente da un trauma psicologico in seguito alla
tragedia. Monica Vinci soffriva da tempo di una forma di disagio
psicologico, motivo per il quale qualche anno fa, dopo la
separazione dal marito Piero Carta, aveva subìto un ricovero.
    (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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