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Trapianti: al Policlinico Bari macchinari tengono in vita organi

(ANSA) – BARI, 17 MAG – Migliorare la qualità degli organi
prima del trapianto, tenendoli in attività attraverso la
perfusione dinamica ossigenata, superando così i limiti della
conservazione in ghiaccio per permettere di aumentare gli organi
idonei e contribuire a ridurre le liste d’attesa. È il nuovo
approccio del Centro regionale trapianti del Policlinico di Bari
possibile grazie a tre nuovi dispositivi di cui si è dotato
l’ospedale per la perfusione dinamica. Sono stati utilizzati per
la prima volta in Puglia per perfondere due reni di un donatore
di 69 anni, deceduto per cause cerebrovascolari a Brindisi. La
ricevente, una donna di 56 anni in emodialisi dal 2021, è stata
sottoposta al trapianto doppio nel blocco operatorio di
Asclepios, ed è in buone condizioni di salute. A eseguire il
trapianto sono stati i chirurghi dell’unità operativa di
urologia Michele Tedeschi, Carlos Miacola, Marco Spilotros,
Matteo Matera e Gaetano Palella; il professore Giuseppe
Lucarelli e il professore Michele Battaglia. Nelle ultime 48 ore
sono stati perfusi altri quattro reni provenienti da due
donatori di 81 e 71 anni.
    “Grazie a questa nuova apparecchiatura, il centro trapianti
di Bari potrà sfruttare un’avanzata tecnologia per il
miglioramento della qualità degli organi prima del trapianto,
riducendo così i tempi di ischemia e di attesa ed offrendo una
risposta concreta a questa rilevante emergenza per la sanità
pubblica”, spiega il professore Loreto Gesualdo, coordinatore
del Centro regione trapianti. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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