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Torna a suonare in hospice e incide una canzone

(di Danilo Santoro) La malattia gli ha inibito l’uso
delle mani ma non la passione per la musica. E così, grazie
all’aiuto del fisioterapista che ha incontrato nel centro di
cure palliative dov’è attualmente ricoverato, il 72enne
brindisino Vincenzo Maccagni è riuscito di nuovo a suonare e ha
addirittura inciso una canzone. Ad aiutarlo è stato il 32enne
Giacomo Contaldo, di mestiere fisioterapista, per passione
chitarrista di pizzica salentina. Gli ha letteralmente ‘prestato’ le mani, in particolare la destra, per far vibrare in
due le corde della chitarra. Contaldo lavora a Casa Betania,
l’hospice dell’ospedale Panico di Tricase. E’ stato qui che il
destino ha fatto incontrare i due musicisti regalando a entrambi
emozioni e speranze.
    Giacomo, o meglio l’angelo di Betania come viene chiamato dai
pazienti, ha esaudito il sogno di Vincenzo: incidere un’altra
canzone. Sue le parole mentre la musica è stata scritta da
Giacomo. “E se il sole si nasconde dietro una nuvola, c’è la
luna che mi ricorda che tanto ci sei tu. E allora il sole può
restare dietro una nuvola tanto quello che mi manca ce lo hai
tu”, recita una strofa del nuovo brano di Maccagni. L’ennesimo
della sua carriera da polistrumentista che lo ha visto anche
esibirsi anche sul palco del Festival di Sanremo come batterista
della band Opera, un gruppo musicale pop italiano, attivo tra il
1975 e il 1985. A Sanremo Vincenzo ha partecipato nel 1976 con
la canzone L’ho persa ancora. Poi le esperienze in tre edizioni
del Festivalbar: 1975 (Donna di chi), 1977 (E stelle su di noi),
1981 (Guerriero).
    Nel 1978 era già tornato a Brindisi, dove ha lavorato per 40
anni all’Agenzia delle entrate, senza mai abbandonare la musica.
    Giacomo Contando, invece, 32 anni, di Castiglione d’Otranto, è
tra i più apprezzati musicisti di tradizione popolare del
Salento. Oggi è componente dei gruppi di tradizione popolare
salentina Alfieri Ensemble, Dakkamà e Ariantica, appassionato in
particolare della chitarra battente.
    Nonostante la grave patologia impedisca a Vincenzo di muovere
le mani sulle corde della chitarra, grazie a Giacomo il
pensionato brindisino continua a provare quelle emozioni di un
tempo. Inoltre, grazie all’autorizzazione del direttore di Casa
Betania, Antonio Negro, diverse settimane fa Vincenzo ha
lasciato l’ospedale per poche ore per dirigere l’orchestra
composta da quattro musicisti amici del fisioterapista, e un
coro formato dai sanitari della struttura ospedaliera. La musica
ancora una volta regala sollievo dal dolore che a volte dispensa
la vita.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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