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Parisi, ‘evitare che intelligenza artificiale gestisca armi letali’

(di Isabella Maselli) Le preoccupazioni della scienza di
fronte ad una nuova guerra, tra il rischio di lasciar gestire
all’intelligenza artificiale l’uso di armi letali, “macchine che
non hanno l’idea del mondo”, e l’ennesima crisi energetica
all’orizzonte, da contrastare con l’utilizzo delle fonti di
energie rinnovabile. Il premio Nobel per la fisica, Giorgio
Parisi, ha parlato anche di questo in occasione dell’incontro
organizzato dall’Università di Bari sull’intelligenza
artificiale.
    “Uno dei problemi fondamentali dell’intelligenza artificiale
– ha detto Parisi – è di evitare che possa gestire quelli che
vengono chiamati Laws, cioè i sistemi d’arma autonoma letali,
perché quello che deve essere necessario da un punto di vista
etico è che tutte le decisioni di uccidere delle persone siano
prese da delle persone in carne ed ossa e non demandate a
un’intelligenza artificiale non controllata. Questo – ha
evidenziato Parisi – è qualcosa che sta andando nella direzione
apposta perché l’interesse dei vari paesi è sempre più di fare
armi che siano possibilmente autonome e quindi, essendo
autonome, non ci sia necessità di comandarle e quindi possono
prendere decisioni”. Secondo Parisi “sta alla capacità politica,
sperando che ci sia, fare in modo che le nuove tecniche siano
benefiche e non malefiche”.
    Sul rischio di una guerra nucleare, ricordando un appello che
lui stesso aveva fatto quasi tre anni fa proprio da Bari, quando
aveva detto che “una guerra nucleare non avrebbe vincitori”, il
premio Nobel ha dichiarato oggi che “fortunatamente fino adesso
non hanno fatto la guerra”, ma “certamente ci stiamo in qualche
modo avvicinando, perché per esempio il grande trattato Start
che controllava i missili balistici e tutte le armi strategiche
degli Stati Uniti e della Russia, che metteva dei limiti di
circa 1.500 testate a testa, è scaduto e non vedo i negoziati
per farlo ripartire. Negoziati – ha aggiunto – che diventeranno
più complicati anche dal fatto che mentre nel passato bastava
farli tra Russia e Stati Uniti, adesso bisognerà farli anche con
la Cina, quindi non sarà facile arrivare ad una conclusione”.
    Intanto, come diretta immediata conseguenza della guerra, è
di nuovo crisi energetica. “Quello che è fondamentale – secondo
Parisi – è andare avanti con la massima velocità con l’uso di
fonti alternative, solare e vento. È fondamentale perché il
Paese diventa molto più resistente se è in grado di produrre
l’energia da solo”, con la prospettiva di “investire sulle
infrastrutture” e sulla semplificazione della burocrazia per
l’installazione di impianti solari”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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