
A quarant’anni dall’inizio della
vicenda e dopo nove processi, è stata revocata la confisca dei
suoli sui quali negli anni Ottanta era stata costruita una
lottizzazione, ritenuta poi abusiva perché in zona sottoposta a
vincolo paesaggistico per la vicina Foresta Mercadante, nel
Barese. I terreni, l’ex Garden Village alla periferia di Cassano
delle Murge, dovranno quindi essere restituiti dal Comune, che
nel frattempo vi ha realizzato un progetto di rigenerazione
urbana.
La lunga e articolata vicenda amministrativo-giudiziaria
inizia nel 1985. L’imprenditore ottiene l’ok del Comune alla
costruzione di un complesso residenziale di 17 edifici. Qualche
mese dopo l’avvio dei lavori, un decreto ministeriale sottopone
quelle aree a vincolo paesaggistico di inedificabilità. Per via
di una variante al progetto, le nuove autorizzazioni devono fare
i conti con le ultime norme e quindi la lottizzazione viene
dichiarata abusiva. Nel 1997 il complesso viene sottoposto a
sequestro. Un anno dopo, il proprietario dei suoli viene
condannato e i terreni confiscati. Nel 2001 la Corte di Appello
di Bari lo assolve e revoca la confisca. Sentenza annullata con
rinvio dalla Cassazione nel 2002. Passa un altro anno e il
processo di appello bis conferma la condanna di primo grado e
quindi la confisca. Nel 2004 nuovo annullamento con rinvio della
Cassazione. Nel 2006 i giudici di appello, chiamati per la terza
volta a pronunciarsi sul caso, dichiarano la prescrizione dei
reati, confermando però la confisca dei suoli, resa irrevocabile
due anni dopo dalla Cassazione. La proprietà dei terreni
confiscati viene quindi trasferita al Comune, che approva un
progetto di rifunzionalizzazione degli immobili, destinando una
parte alla creazione di spazi dedicati ad attività
socio-educative.
La battaglia giudiziaria del proprietario va avanti. Nel 2013
la Corte europea dei diritti dell’uomo dichiara la confisca
illegittima, condannando lo Stato italiano a un risarcimento di
10mila euro come danno morale e, nove anni dopo, nel 2024,
dispone la restituzione dei terreni quantificando in 100mila
euro il danno materiale. Lo Stato fino ad oggi ha provveduto a
pagare i risarcimenti ma non alla restituzione dei suoli.
L’ultimo ricorso dell’imputato, assistito dall’avvocato
Alessandro Dello Russo, è arrivato ancora una volta in
Cassazione, con il via libera definitivo dei giudici alla revoca
della confisca e la conseguente restituzione dei suoli.
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Fonte Ansa.it