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Giudice Bari, ‘cittadini hanno compreso il bluff, ora una riforma seria’

“Quello che è stato fatto in questi
mesi è qualcosa di straordinario. Non ci siamo lasciati
trascinare nella lotta nel fango. Abbiamo visto servitori dello
stato, da decenni sotto scorta, ridotti a caricatura e locandina
di partito. La nostra esperienza come Comitato si conclude qui,
ma non si chiude questa pagina meravigliosa di apertura alla
società civile. Abbiamo bisogno di una riforma seria della
giustizia”. Lo ha detto la giudice barese Ilaria Casu,
coordinatrice del Comitato ‘Giusto dire No’, durante la
conferenza stampa per commentare l’esito del referendum
costituzionale. “Da oggi – ha aggiunto – con gli operatori del
diritto, in ascolto delle esigenze della collettività auspico si
possa aprire un tavolo tecnico serio. I cittadini hanno capito
che non era una riforma utile per la giustizia e, soprattutto,
hanno capito quella che era la vera posta in gioco, cioè un
pericolo per l’equilibrio tra poteri dello Stato. Il bluff sulla
riforma è stato compreso. C’è ancora domani in questo Paese” ha
detto la giudice, citando il titolo del film di Paola Cortellesi
sul referendum del 1946. Casu, infine, ha voluto “dedicare la
vittoria del ‘no’ ai giovani. Quando mai – ha detto – si erano
visti tik tok dei ragazzi che rappano sulla Costituzione. I
giovani sono stati messi in difficoltà dalle istituzioni,
impedendo ai fuori sede di votare, quindi credo che sia una
grande vittoria dei giovani”.
    Giuseppe Trisorio Liuzzi, docente dell’Università di Bari e
presidente del Comitato ‘Giusto dire No’, ha dichiarato che “14
milioni e mezzo di cittadine e cittadini hanno espresso il loro
voto: è la loro decisa avversione ad un modo di fare, non si può
modificare la Costituzione con un atto di forza. Abbiamo salvato
la Costituzione da chi dopo 80 anni la voleva modificare senza
averla scritta”.
    L’ex magistrato Nicola Colaianni, presidente provinciale
dell’Anpi e coordinatore del Comitato ‘Società civile per il
no’, ha sottolineato che al referendum hanno votato “200mila
elettori in più delle ultime elezioni regionali di novembre”.
    “In questa campagna elettorale non avevamo candidati, solo la
Carta costituzionale. Un risultato straordinario, – ha detto –
dobbiamo ringraziare soprattutto la Costituzione, capace dopo 80
anni di mobilitare la gente”. Enzo Augusto, del Comitato ‘Avvocati e avvocate per il no’, ha evidenziato la necessità di “una riforma vera della giustizia, non questo bluff, questa
riforma farlocca, ma una riforma che tocchi i punti veri, come i
tempi della giustizia. Da domani – ha detto – la categoria
avvocati con i magistrati detta l’agenda per una riforma vera
della giustizia”.
    Secondo il penalista Michele Laforgia, tra i promotori della
campagna per il no, il risultato del referendum “ha un
significato molto politico di riscossa costituzionale. Questo
Paese ha bisogno di attuare la Costituzione, non di cambiarla e
credo che i cittadini l’abbiano detto in modo chiaro. È un voto
che dice che abbiamo bisogno di cambiamenti nella giustizia, ma
di cambiamenti in positivo per tutti i cittadini e non
ovviamente per il governo. Questa spinta popolare è una spinta
popolare per il cambiamento. I cittadini – ha concluso Laforgia
– hanno detto che non vogliono cambiare la Costituzione, ma
vogliono cambiare questo Paese ed è quello che dobbiamo fare”.
   
   

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Fonte Ansa.it

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