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Gestione illecita rifiuti, confiscati beni a due società del nord Barese

Beni per un valore complessivo di
550mila euro sono stati confiscati a due imprese,
rispettivamente di Trani e Barletta, accusate di gestione
illecita di rifiuti. Si tratta di due diverse indagini, condotte
dalla guardia di finanza e coordinate dalla Procura di Trani,
risalenti agli ultimi tre anni.
    Nello specifico, gli accertamenti investigativi relativi alla
società di Barletta, attiva nel settore del recupero per il
riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse, sono iniziati nel
2021 quando fu accertata la gestione di rifiuti da materiali
inerti provenienti da demolizioni in quantità 22 volte superiori
rispetto al limite stoccabile autorizzato e pari a mille
tonnellate. Una irregolarità resa possibile, secondo le
indagini, attraverso la realizzazione di una discarica abusiva
estesa per 40mila metri quadrati e cinque volte più grande
rispetto a quanto previsto dalle autorizzazioni in possesso
dell’impresa. La discarica sarebbe stata creata con
l’occupazione illecita di aree due demaniali e di un’altra “senza pavimentazione impermeabilizzata” che ha provocato “il
percolamento nel sottosuolo delle acque meteoriche di
dilavamento dei rifiuti”, spiegano i finanzieri. Nell’aprile
2023 il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro dell’azienda
e di 534mila euro riconducibili al guadagno illecitamente
ottenuto tra il 2019 e il 2021.
    L’altra inchiesta ha riguardato una impresa di Trani attiva
nella raccolta e lavorazione vetro e rottami di vetro.
    “L’azienda ha gestito la raccolta e la frantumazione ma non il
recupero di rottami vetrosi impuri, in quantità doppia rispetto
al titolo autorizzativo di 6.650 tonnellate”, hanno scoperto i
militari, spiegando che “l’accumulo dei rifiuti era stato
costantemente alimentato e incrementato fino a raggiungere
altezze, di circa 8,5 metri, superiori al limite dei 3 metri di
sicurezza con il potenziale rischio di cedimento franoso sulla
vicina linea ferroviaria”. Anche in questo caso, il Tribunale ha
disposto il sequestro del compendio aziendale e di 1,26 milioni
di euro, quale profitto illecito per il triennio 2022-2024.
    “Le confische di oggi arrivano al termine di percorsi
processuali conclusi con l’applicazione da parte del Tribunale
di Trani di una pena applicata, su accordo tra le parti, –
spiegano i finanzieri – per l’ipotesi di gestione non
autorizzata di rifiuti, contestata dalla Procura di Trani a
carico di uno degli imprenditori”, mentre è “in fase di “definizione la posizione dell’amministratore della società
coinvolta nella prima indagine”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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