
(ANSA) – BARI, 22 GIU – “Per noi è una consolazione sapere
che mio figlio vive negli occhi di altre due persone”. Franca e
Domenico Covelli sono i genitori di Francesco, morto a 40 anni
qualche settimana fa a Spinazzola, nella provincia
Barletta-Andria-Trani, dopo due anni di terapie e cure per
contrastare un tumore al cervello. E hanno esaudito il desiderio
del figlio “da sempre favorevole alla donazione di organi”,
sottolinea sua madre. Così, grazie al protocollo siglato tra
l’associazione nazionale tumori (Ant) e la Asl Bat, Francesco è
stato il primo a poter donare con il trapianto domiciliare le
cornee che hanno salvato altre due persone.
L’intesa per il trapianto domiciliare è la “prima esperienza
anche in Italia di questa collaborazione”, spiega Rosalia
Petronelli, coordinatore sanitario dell’equipe Ant Bat. “L’Ant –
aggiunge – durante le proprie assistenze può proporre questo
gesto solidale che lancia un ponte verso il futuro: chi aderisce
o aveva dato la propria indicazione in vita può, nel momento
dell’exitus, lasciare i tessuti corneali”.
Il protocollo aiuta l’individuazione del potenziale donatore,
il corretto accertamento strumentale della morte cardiaca,
l’adeguata informazione ai familiari, l’aumento delle donazioni
dei tessuti corneali e la diffusione della cultura della
donazione. “L’Ant cerca di creare i presupposti per una azione
che ha una ricaduta sociale importantissima”, continua
Carmelinda Lombardi, presidente della sezione Ant di Canosa di
Puglia che ha assistito Francesco con il suo staff. “Io –
conclude – credo che questa donazione e questo trapianto siano
un ulteriore concretezza dell’Ant e del suo impegno”. (ANSA).
Fonte Ansa.it