
“Il ruolo del Liscione, in
queste settimane di scarsità idrica, ha confermato ciò che
sosteniamo da tempo: se Campobasso ed altri comuni serviti dal
molisano destro non hanno vissuto disagi è proprio grazie alla
capacità di compensazione dell’invaso e alla gestione
equilibrata delle riserve. Parlare di ‘surplus’ da destinare ad
altri territori, senza una valutazione scientifica e
indipendente, significa mettere a rischio l’autonomia idrica del
Molise”. Così, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle,
Roberto Gravina a proposito della questione legata al
trasferimento di acqua dalla diga del Basso Molise a quella di
Occhito, nota come ‘tubone’.
“La dichiarazione dello stato di emergenza in Puglia deve
indurre la Regione Molise a definire una posizione chiara e
fondata su evidenze tecniche, per evitare che decisioni assunte
altrove – prosegue Gravina – possano compromettere la nostra
capacità di gestione autonoma. L’obiettivo deve essere quello di
tutelare le esigenze dei cittadini molisani, assicurando un
equilibrio tra cooperazione interregionale e salvaguardia delle
risorse locali. Solidarietà sì, ma che ciò non significhi che i
problemi di un territorio non si risolvano, anzi si amplifichino
con scelte ottuse”.
A breve il Consiglio regionale sarà chiamato a discutere
l’aggiornamento annuale previsto dalla legge istitutiva
dell’Egam, un passaggio per valutare lo stato del sistema idrico
e le prospettive di utilizzo della risorsa.
“Il piano di emergenza idrica regionale, che sollecitiamo da
tempo, non è più rinviabile – aggiunge il consigliere regionale
– perché solo una pianificazione preventiva potrà consentire
interventi tempestivi in caso di crisi. Ogni valutazione su
eventuali surplus dovrà essere rimandata a studi scientifici
approfonditi, evitando di assumere impegni che, come già
accaduto in passato con la Campania, rischiano di vincolare il
Molise a forniture che non tengano conto delle reali
disponibilità”.
“Speriamo – conclude – che alla conferenza del 18 novembre in
Capitanata si possa finalmente parlare con una voce sola e, che
questa volta, quella voce sia davvero rappresentativa degli
interessi del Molise. Il Governo regionale smetta di inseguire
gli eventi e cominci a governarli: l’acqua è un bene comune, non
una riserva da cedere a trattativa in corso”.
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Fonte Ansa.it