
Si intitola “i suoni e i passi del
rumore – figlia d’à tempesta” il flash mob contro la violenza
sulle donne che si svolge davanti al pronao della villa comunale
di Foggia organizzato dalla consigliera di parità della
provincia di Foggia, dall’ente provincia, comune, consulta per
le pari opportunità e l’associazione FIDAPA B. “Un appuntamento
pubblico – spiegano gli organizzatori – che trasforma il rumore
in un linguaggio di presenza e solidarietà, dedicato alle donne
che hanno subito violenza e a tutte coloro che ogni giorno
affrontano silenzi, paure, invisibilità”. Decine di
associazioni, enti, gruppi culturali e organizzazioni civiche
del territorio hanno aderito all’iniziativa, formando una rete a
sostegno della prevenzione e del contrasto alla violenza di
genere. Ci sono anche figli e parenti di vittime di
femminicidio, e la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo.
“L’immagine scelta rende omaggio alla storia di Gisèle
Pelicot (donna francese drogata e violentata dal marito e fatta
violentare per anni da altri uomini, ndr) simbolo di resilienza
e coraggio” – dicono gli organizzatori. “Il rumore che portiamo
in piazza non è un semplice gesto simbolico: è una chiamata
collettiva – commenta la consigliera di parità della provincia
di Foggia Assunta di Matteo. “Possiamo affermare che Foggia è
una città che non si volta dall’altra parte e che continua a
lavorare, con determinazione, per garantire diritti, sicurezza e
libertà alle donne”, ha detto il consigliere comunale di Foggia
con delega per le pari opportunità Mario Cagiano. “Non vorrei
mai che ci fossero altre vittime come mia madre ed altri orfani
come me che vengono definiti orfani speciali ma in verità siamo
vittime di femminicidio anche noi perché in un attimo perdiamo
tutto – ha detto Alfredo Traiano figlio di Giovanna uccisa
all’età di 25 anni dal marito il 21 febbraio del 2003 – “Ripartiamo da zero – ha aggiunto Alfredo che all’epoca aveva
quattro anni – Oggi in piazza ci rivolgiamo soprattutto agli
uomini, non solo alle donne . Proprio perché gli uomini devono
prendere il coraggio di scendere in piazza e manifestare per i
diritti delle proprie moglie, sorelle, figlie, madri”.
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Fonte Ansa.it